L’efficientamento energetico è destinato a svilupparsi e coinvolgere sempre più case, condomini e aziende. A spingere più di tutto in questa direzione sono due problemi determinanti per la nostra qualità della vita: la salvaguardia dell’aria che respiriamo e dell’ambiente, e il contrasto al caro bollette e ai rincari del costo dell’energia. Entrambi i problemi beneficeranno sempre di più del poter contare su un Paese in cui le case non emettono fumi inquinanti, riescono a scaldarsi con poca energia (rispetto al passato), e attingono alle sole energie pulite del sole o delle pompe di calore geotermiche.
In questa direzione Brescia è già tra le città leader del Paese. Come avevamo scritto lo scorso 10 agosto, su un totale di 728.791 abitazioni (dati Cened) quelle che nel Bresciano hanno un «Attestato di prestazione energetica» depositato nel catasto regionale sono 243.468: il 33,4%. Di queste il 25% (dati Enea) sono in Classe A mentre circa il 60% stanno nelle tre Classi peggiori, cioè E, F e G.
Il quadro
Il confronto con le altre province lombarde (la nostra è la Regione che marcia a ritmo più spedito) dicono che in fatto di efficientamento di alta qualità (le Classi dalla A1 alla A4) Brescia e provincia sono alle spalle della sola Sondrio, dove l’incidenza è arrivata al 30%, e stanno davanti a Bergamo (20%), Monza e Brianza e Como (18%), Milano e Varese (17%), Lecco (16%), Mantova (14%), Cremona (13%), Lodi (12%) e Pavia (11%).
Dentro il nostro territorio le differenze sono comunque molto marcate. In città per esempio – ancora secondo i dati del sistema di Certificazione energetica degli edifici di Regione Lombardia – la percentuale di abitazioni con attestato è più alta rispetto alla media provinciale. Su 105.953 edifici residenziali complessivi ben 42.985 sono dotati di attestato, par una copertura che raggiunge il 40,6%.
La distribuzione delle Classi energetiche è polarizzata. La Classe A conta 12.815 immobili, pari al 29,8% del totale certificato. Seguono la B con 2.600 immobili, la C con 2.604, la D con 3.459, la E con 4.585, la F con 6.903 e la G con 10.019 immobili. Nel complesso le Classi energivore E, F e G rappresentano ancora il 50,1% degli immobili cittadini certificati, a testimonianza di un patrimonio edilizio costruito in buona parte tra gli anni Cinquanta e Ottanta. Il quasi 30% in Classe A è invece l’effetto sia dei nuovi cantieri di rigenerazione urbana, sia dell’ampia diffusione della rete di teleriscaldamento cittadino.
Classifica
L’effetto dei bonus edilizi, che dal 2016 al 2023 hanno avvantaggiato economicamente gli interventi di riqualificazione, si vedono molto chiaramente.
Nel 2016 in città si registravano solo 96 attestati in Classe A a fronte di 681 in Classe G. Poi sono saliti a ritmo sostenuto: nel 2023, anno record, se ne sono stati registrati ben 3.149 attestati in Classe A a fronte di 840 in Classe G. Nel 2024 e nel 2025, finiti i bonus, ne sono stati rilasciati rispettivamente 2.640 e 2.448, comunque non pochi. Allargando lo sguardo sulla provincia, il numero di abitazioni associate a un Ape sale a 243.468. La Classe A raccoglie 46.408 certificazioni, il 19,1% del totale. La B ne conta 12.037, il 4,9%, la C 15.610, il 6,4%, e la D 24.992, il 10,3%. Le Classi meno efficienti però continuano a essere più numerose: 32.312 attestati sono in Classe E (13,3%), 44.762 in Classe F (18,4%) e 67.347 in Classe G (27,7%). Nel complesso il blocco E, F e G riguarda 144.421 attestati, pari al 59,3% del patrimonio provinciale certificato.



