Qualche mese fa il trasferimento del Centro di smistamento di posta e pacchi di via Dalmazia, la struttura di Poste Italiane nota a tutti come Cmp, sembrava solo un’ipotesi. Oggi invece l’operazione di spostamento dell’hub principale nel Bresciano delle poste starebbe decollando, al punto tale che il cantiere sarebbe già calcato dalle ruspe.
Trasloco nell’area industriale di Gussago
La nuova destinazione? Un’area a vocazione industriale alle porte della città, nel Comune di Gussago, in via Sale, una direttrice perpendicolare alla strada provinciale 510. Lì, secondo quanto appurato dalla segreteria sindacale cittadina di Slc Cgil, Poste Italiane sarebbe entrata in possesso di un’area di circa 40.000 metri quadri, in un ambito in trasformazione di 120.000 in cui gli altri due acquirenti (da un imprenditore bergamasco) sarebbero la Itap di Lumezzane e la Zamboni trasporti.
Ancora secondo le stime della segreteria postale della Camera del lavoro di via Fratelli Folonari, l'operazione si aggirerebbe sui 10 milioni di euro tra acquisto del terreno e realizzazione delle opere, che dovrebbero portare prima alla costruzione di un piccolo magazzino prefabbricato mobile di 1.000 metri (addetto a ospitare le prime linee corriere che lavoreranno sul modello di Amazon per consegnare pacchi fino a 15 chili nell'80% del territorio della nostra provincia) e di seguito alla realizzazione di altre due strutture, ben più grandi e definitive, destinate a contenere i servizi di smistamento, i portalettere e gli uffici amministrativi: una di 7.000 metri servita da un piazzale per la manovre di camion e mezzi di 14.000 metri, e l'altra di 5.000 metri al suo fianco.
La reazione del sindacato
Le mosse operative di Poste Italiane non hanno lasciato indifferente la segreteria postale della Cgil, perchè - come spiegato dal segretario Alberto Fostinelli - «Lo spostamento del personale, oggi circa 300 persone destinate a diventare 400 con l'aggiunta delle linee corriere, sarà di 11,5 chilometri e creerà disagi a quasi tutti e soprattutto ai portalettere, a cui si allungherebbero i tragitti per raggiungere le zone di consegna, in alcuni casi tra andata e ritorno anche di una ventina di chilometri».
Cosa chiede concretamente il sindacato? «Per gli amministrativi e gli operatori stiamo pensando a un'ipotesi di bus navetta, visto che una parte dei dipendenti raggiunge Brescia in treno o autobus, e che negli ultimi tre anni gli smistatori sono stati concentrati in via Dalmazia da tutta la provincia; stiamo cercando di aver udienza ma per ora l'azienda ha preferito non ascoltarci».
«In più - prosegue - la riduzione del disagio potrebbe essere attuata con pre-pensionamenti e sportellizzazioni. Per i portalettere invece ci parrebbe intelligente lasciarli in città e assurdo allungargli i tragitti di qualche decina di chilometri».
La dismissione dell'attuale Cmp, una struttura di circa 15.000 metri quadri collocata vicino ai binari a poche centinaia di metri dalla stazione ferroviaria dal 1980, lascerebbe vuota una zona di grandi dimensioni creando probabilmente problemi di gestione anche al Comune di Brescia, anche considerando che a breve distanza sono rimasti vuoti e abbandonati anche gli imponenti volumi del centro commerciale Freccia Rossa.



