Economia

Centri per l’impiego: più pratiche, operatori e sedi potenziate

Paola Gregorio
Sono anche punto d’incontro tra domanda e offerta di lavoro e questa settimana aprono sportelli nelle carceri
Il Centro per l'impiego di via Cipro a Brescia - © www.giornaledibrescia.it
Il Centro per l'impiego di via Cipro a Brescia - © www.giornaledibrescia.it
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Aumenta nei Centri per l’impiego bresciani il numero di pratiche per dichiarazioni di disoccupazione e di disponibilità a rientrare nel mondo lavorativo e così pure quelle di assunzione, proroga, trasformazione, cessazione di rapporti di lavoro. Nei Cpi che fanno capo alla Provincia, quindi, stanno cominciando a dare frutti gli investimenti per l’iniezione di nuova forza lavoro (oggi i dipendenti sono 202) e i fondi per ristrutturare o ricostruire le sedi, prevalentemente nell’ambito del Pnrr.

Certo restano alcuni punti deboli strutturali: nel Bresciano, come nel resto d’Italia, i Cpi non sono ancora considerati prioritari per la ricerca di un lavoro o per ricollocarsi perché ci si affida ancora soprattutto al passaparola.

I numeri

I dati 2025 forniti da Palazzo Broletto dicono però che grazie anche a progetti come il programma Gol (Garanzia di occupabilità dei lavoratori), rivolto a disoccupati o chi si deve ricollocare, e a servizi innovativi come quello per far incontrare domanda e offerta, o i tirocini extracurriculari (504 l’anno scorso) i Centri per l’impiego stanno cercando di rispondere alla domanda di maggiore efficienza e modernità. Il numero di pratiche di cittadini-lavoratori che hanno presentato una Did (la dichiarazione che determina formalmente l’inizio della disoccupazione e dà quindi accesso alle politiche attive di reinserimento) rivolgendosi ai Cpi della Provincia sono stati 25.819, in aumento rispetto ai 21.035 nel 2024.

In aumento rispetto all’anno precedente anche i Patti di servizio personalizzato, ovvero gli accordi formali e obbligatori tra il disoccupato e il Centro per l’impiego o un operatore accreditato, prodromici alla ricerca attiva di lavoro e di definizione di un percorso di riqualificazione professionale: nel 2025 ne sono stati stipulati 27.876 contro i 23.684 del 2024. I Patti sono un passaggio obbligato per avviare la Gol per la quale i Cpi si occupano in particolare dell’assessment, ovvero del colloquio conoscitivo e della profilazione del cittadino, per poi indirizzarlo ai centri accreditati per gli altri step.

Le comunicazioni di pratiche di assunzione-proroga-trasformazione-cessazione e altre forme di rapporti di lavoro sono passate dalle 767.952 del 2024 alle 788.349 del 2025. Non sono inclusi i dati di assunzione nella Pubblica amministrazione perché il monitoraggio in questo caso viene gestito dalla Regione.

Ancora, i collocamenti ordinari sono stati 90.360. I servizi erogati complessivamente, compresi per esempio i colloqui individuali per definire un progetto professionale e la consulenza per la ricerca di un impiego, sono stati 81.748. Interessante, tra questi, è il programma Ido per far incontrare la domanda e le competenze del lavoratore con l’offerta, ovvero le imprese che necessitano di personale. Il Centro per l’impiego in questo caso svolge un’attività di intermediazione. Le posizioni aperte nel 2025 sono state 1.560, i posti richiesti 2.072. In entrambi i casi il numero è inferiore al 2024 (vacancy 1.736 e posti 2.348) e questo è spiegabile, con il mismatch, ovvero la difficoltà di reperire le figure richieste dai datori di lavoro, spesso denunciata dalle aziende.

«Quello dei Centri per l’impiego è un impegno considerevole, testimoniato da numeri importanti - sottolinea Laura Trecani, consigliera delegata ai Servizi per il lavoro della Provincia -. Aderiamo anche a protocolli dedicati all’inserimento lavorativo di fragili e disabili. E da questa settimana, secondo il protocollo d’intesa sperimentale tra Regione e Provveditorato regionale dell’Amministrazione penitenziaria, saranno operativi gli sportelli, gestiti dalla Provincia, all’interno delle carceri di Canton Mombello e a Verziano».

«Nel Bresciano le adesioni al programma Gol sono state 42.966, gli avviati al lavoro 21.529, le persone con contratto attivo 9.731, di cui 4.463 a tempo indeterminato e 2.763 a tempo determinato - ricordano dal Dipartimento mercato del lavoro della Cisl di Brescia -. La percentuale dei rapporti attivi dal 2023 al 2025 oscilla perciò tra l’11% e il 18% perché bisogna distinguere tra avviamenti, che certificano semplicemente l’inizio attività, e contratti attivi. È un buon programma ma sarebbe bene capire più nel dettaglio la storia lavorativa della singola persona, anche per migliorare gli strumenti di politiche attive».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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