Le competenze digitali alzano lo stipendio in media del 13%

Un lavoratore con competenze digitali percepisce in media una retribuzione superiore del 13% rispetto a colui che svolge la stessa mansione, ma in modalità tradizionale. Lo rileva l’edizione 2025 dell’«Indagine retributiva» realizzata dal Centro Studi di Confindustria Brescia, in collaborazione con altre 28 Associazioni Territoriali del Sistema Confindustria. Uno studio complementare all’Hr dashboard pubblicato dall’associazione di via Cefalonia a giugno e che mira a supporta le imprese alla gestione del personale, poiché mette a disposizione delle aziende associate i livelli di mercato di salari e stipendi rilevati per le figure professionali più rappresentative e diffuse nel territorio.
Il punto
La rilevazione, condotta fra l’estate e l’autunno 2025, ha visto l’adesione di circa un centinaio di realtà aderenti a Confindustria Brescia (all’interno di un più ampio focus lombardo coordinato da Confindustria Lombardia); tali realtà hanno messo a disposizione informazioni retributive di oltre 7mila collaboratori, appartenenti a una sessantina di profili professionali, tra i più diffusi e trasversali nel territorio. Numeri rilevanti, che certificano l’interesse e l’attenzione del tessuto produttivo locale per le tematiche Hr, divenute sempre più strategiche e centrali per la competitività delle aziende
«L’indagine conferma che per affrontare con successo le transizioni in atto è fondamentale sviluppare nuove competenze - commenta Fabrizio Vicari, vice presidente di Confindustria Brescia con delega a Relazioni Industriali e Organizzazione -. Tra queste, le digital skills sono determinanti per cogliere nuove opportunità, per crescere professionalmente e per essere attrattivi in un mercato del lavoro sempre più tecnologico. Non a caso il digital mismatch rappresenta una delle principali sfide per le aziende italiane, che spesso faticano a trovare profili adeguati. Investire nelle competenze digitali è dunque una scelta strategica, per le persone e per le imprese: significa innovare, gestire il cambiamento e restare competitive in un contesto globale in continua evoluzione». In effetti, il fatidico differenziale del 13% può essere considerato come una sorta di «valore economico» delle competenze digitali: un parametro non secondario per le aziende chiamate a definire le loro politiche di attraction e retention di lavoratori 4.0.
Il documento
L’Indagine Retributiva 2025 è disponibile per le aziende associate a Confindustria ed è composto da più sezioni. Il capitolo «La mappa degli stipendi», in particolare, comprende le schede retributive delle figure professionali considerate: in ogni scheda vengono rese disponibili informazioni relativamente alla retribuzione annua lorda totale percepita nel 2025, all’età anagrafica, all’anzianità nella mansione e al grado di scolarità della figura professionale selezionata. Inoltre, sono disponibili altri dettagli retributivi per qualifica, genere, titolo di studio, classe di età e classe di anzianità professionale del profilo in questione. Infine, ogni scheda prevede una rappresentazione sintetica dei differenziali retributivi rilevati per diverse tipologie d’azienda, segmentate per dimensione e macro settore.
Il capitolo «Il lavoro che cambia» invece è dedicato a due fenomeni che stanno avendo un impatto sempre più diffuso tra le imprese: la digitalizzazione del lavoro e l’organizzazione del lavoro da remoto, il cosiddetto smart working. Grazie al dettaglio della mansione svolta, i dati raccolti consentono, da un lato di misurare le ricadute economiche, a parità di lavoro svolto, derivanti dal possesso di competenze digitali, dall’altro, le diverse opportunità che le varie figure professionali hanno di svolgere la propria attività da casa.
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