Economia

Automotive, fondo da 1,3 miliardi per la transizione del settore

Alberto Bertolotti (Ibs Consulting): «Bisogna costruire oggi le condizioni per essere competitivi domani»
Flavio Archetti
L'incontro sull'automotive in Sala Libretti - © www.giornaledibrescia.it
L'incontro sull'automotive in Sala Libretti - © www.giornaledibrescia.it

Il timore principale dell’automotive italiana ed europea è l’invasione di veicoli elettrici dal mercato cinese. Oggi la Cina è il primo produttore di auto elettriche con 12,4 milioni veicoli costruiti nei primi nove mesi del 2026 (tra elettrici puri e ibridi), con una crescita del 10% sui primi nove mesi del 2025.

Allo stesso tempo in Europa, secondo stime annuali della IEA, la produzione complessiva 2026 dovrebbe arrivare a 3,2 milioni di auto elettriche, e in Italia non si andrebbe oltre il 5,9% (analisi Fim-Cisl) delle 252.200 auto prodotte nei primi sei mesi del 2026.

A questo va aggiunto che nel secondo trimestre del 2026, per la prima volta in un intero trimestre, le vendite dell’elettrico in Europa hanno superato quelle delle auto a benzina. Questa situazione in rapido mutamento sta indirizzando gli investimenti pubblici del governo italiano verso un sostegno al cambio di produzione dell’automotive, che coinvolge anche le tante imprese bresciane di un tessuto produttivo secondo in Italia solo a quello di Torino.

Il fondo

Il Piano di investimenti del Dpcm del 10 giugno 2026 ridisegna l’impiego del Fondo automotive per gli anni dal 2026 al 2030. È stato presentato oggi nella sala Libretti del Giornale di Brescia. Mette sul piatto complessivamente 1,3 miliardi di euro, di cui la parte più consistente è destinata agli investimenti industriali, tra Accordi per l’innovazione a cui sono destinati 631 milioni di euro e Mini contratti di sviluppo a cui ne sono destinati 300 milioni, in un regime di aiuti che dovrà essere definito dal Ministero delle imprese e del made in Italy.

Il Decreto direttoriale che da attuazione ai provvedimenti è atteso entro fine ottobre, quindi – come ha detto senza giri di parole Alberto Bertolotti, ceo e fondatore di Ibs Consulting – un’impresa che offre servizi nella costruzione di progetti e nello scegliere gli strumenti agevolativi più coerenti.

 «Le imprese non devono perdere tempo perchè le condizioni per essere competitivi domani vanno costruite oggi, e perchè stiamo attraversando un cambiamento epocale, tecnologico e di mercato, non solo il passaggio all’elettrico ma anche nuovi software, elettronica, materiali e sistemi intelligenti che stanno ridisegnando l’intera catena del valore».

La presentazione

Accanto a lui in sala Libretti c’erano i relatori Ludovico Monforte di ProBrixia, Girolamo Defelice del Ministero delle imprese e del made in Italy, e Stefano Immune di Invitalia, moderati dalla giornalista Clara Piantoni. Per gli Accordi per l’innovazione, dotati di 631 milioni di euro, il decreto definisce modalità e tempi per progetti di ricerca e sviluppo sperimentale.

I programmi devono prevedere costi tra 5 e 40 milioni e durare da 18 a 36 mesi, con proroghe eventuali di 12 mesi. Possono essere presentati anche in forma congiunta, con un soggetto capofila. La procedura guidata per compilare la domanda sarà disponibile dall’11 novembre 2026 sul portale del soggetto gestore, il raggruppamento guidato da Banca del Mezzogiorno-Mediocredito Centrale.

Le richieste potranno essere trasmesse online dal 25 novembre. Con il decreto sui Mini contratti di sviluppo, pubblicato il 5 ottobre scorso, il Fondo automotive mette invece a disposizione 300 milioni di euro. La misura riguarda programmi con spese tra 5 milioni e 20 milioni, e da spazio anche alle Pmi della componentistica. E’ ammessa però anche la diversificazione verso tecnologie per la Difesa, compreso il dual-use. Per le aziende bresciane sarà importante verificare la localizzazione dell’unità produttiva perchè nelle aree non comprese nella Carta degli aiuti a finalità regionale, il decreto consente gli investimenti produttivi solo alle Pmi.

I programmi dovranno partire dopo la domanda e concludersi entro 36 mesi, con possibilità di proroga motivata di 12 mesi. Il sostegno potrà combinare contributo a fondo perduto e finanziamento agevolato, fino al 75% delle spese ammissibili. L’apertura dello sportello si saprà con il provvedimento atteso a novembre.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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