Dopo aver piantato una foresta, ora faranno crescere gli alveari. Il Gruppo Donne Imprenditrici di Confapi Brescia rilancia il proprio impegno sul fronte della sostenibilità con «ApiAmo il futuro», un progetto che intreccia responsabilità sociale d’impresa, tutela della biodiversità, formazione delle nuove generazioni e sostegno all’imprenditorialità locale.
L’obiettivo è ambizioso: favorire la nascita di nuovi apicoltori bresciani, contribuendo al tempo stesso alla salvaguardia di un patrimonio naturale indispensabile per l’agricoltura e gli ecosistemi.
La collaborazione
L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra «ConfapiD» e Api Brescia Società Cooperativa, che metterà a disposizione competenze tecniche e supporto operativo.
Le aziende associate a Confapi Brescia potranno finanziare l’acquisto di un alveare completo di arnia e nucleo di api, destinato ai diplomati dei corsi per apicoltori del 2025 e del 2026.
Un aiuto concreto per abbattere i costi iniziali di un’attività che negli ultimi anni, anche a causa dei cambiamenti climatici e delle difficoltà del settore, ha registrato un rallentamento nelle nuove aperture.

«Dopo aver contribuito alla nascita della Foresta di ConfapiD con nuovi alberi, abbiamo voluto proseguire il nostro percorso con un progetto capace di unire ambiente, imprese e giovani generazioni», spiega Nadia Vivante, presidente del Gruppo Donne Imprenditrici di Confapi Brescia. «Con "ApiAmo il futuro" vogliamo dimostrare che la sostenibilità nasce da azioni concrete: ogni alveare adottato rappresenta un contributo reale alla biodiversità, un sostegno ai nuovi apicoltori del territorio e un’occasione per diffondere cultura ambientale nelle scuole. Crediamo che il valore di un’azienda si misuri anche dalla capacità di lasciare un impatto positivo nella comunità in cui opera».
Dopo il progetto sulla foresta quello sulle api
L’iniziativa rappresenta la naturale prosecuzione del percorso avviato nel 2024 con «La Foresta di ConfapiD», che ha portato alla piantumazione di 402 alberi nella Riserva naturale delle Torbiere del Sebino. Oggi il focus si sposta sulle api, protagoniste silenziose della biodiversità: circa il 75% delle colture alimentari mondiali dipende infatti, almeno in parte, dall’impollinazione garantita da questi insetti.
Accanto al sostegno alle nuove imprese apistiche, il progetto investe anche sulla formazione dei cittadini di domani. Grazie alla collaborazione con Bcc Brescia e con il settore Educazione Ambientale di Rete Cauto, durante l’anno scolastico 2025-2026 sono state coinvolte venti classi terze e quarte delle scuole primarie di Brescia e provincia. Attraverso laboratori e attività cooperative, gli alunni hanno scoperto il ruolo delle api, l’importanza della biodiversità. «Quale banca del territorio guardiamo con attenzione alla sostenibilità ambientale, che perseguiamo attraverso diverse iniziative», sottolinea Ennio Zani, presidente di Bcc Brescia. «Sostenere un progetto rivolto in particolare ai più giovani rappresenta un’occasione preziosa per contribuire alla costruzione di un futuro più responsabile e consapevole».
Nel Bresciano ci sono circa 13mila alveari e una produzione media di 300mila chilogrammi di miele nelle annate favorevoli.



