Nuove tecnologie: docenti e studenti percepiscono l’AI in modo diverso

Anche Scuola Bottega Artigiani ha preso parte all’incontro del 25 febbraio all’Auditorium Santa Giulia, portando, come istituto professionale, un punto di vista fortemente legato alla pratica e all’esperienza diretta.
«È stato molto interessante», racconta il professor Luca Agliardi, docente di Informatica che ha accompagnato sei ragazzi delle classi prima e terza del corso di tecnico informatico. «Trattiamo spesso il tema dell’Intelligenza artificiale, ma è un argomento molto ampio e complesso. Se ne parla tanto, ma non sempre è chiaro il contesto».
Percezione
L’incontro ha offerto proprio questo: un’occasione per mettere ordine. «Partendo dalla storia dell’AI si è riusciti a chiarire meglio cosa sia e dove può essere applicata, lasciando poi agli studenti la possibilità di rielaborarla durante l’hackathon». Un passaggio che ha fatto emergere anche uno scarto interessante. «È stato utile vedere anche il gap tra come la percepiscono loro e come la vediamo noi docenti», osserva Agliardi.
In classe, l’approccio è già strutturato, ma calibrato. «Dal punto di vista informatico la studiamo», spiega «ma cerco di non farla usare fin da subito, soprattutto nella programmazione. Voglio che imparino prima a costruire le basi». Diverso il discorso per la parte creativa. «Quando si tratta di contenuti, invece, li incoraggio a usarla: può essere un punto di vista in più, uno strumento per pensare fuori dagli schemi». Un utilizzo che però richiede consapevolezza. «Cerco di trasmettere anche un approccio etico», sottolinea. «Non è la soluzione a qualsiasi problema, ma uno strumento con cui arrivare, insieme, alla soluzione».
Sul fronte dell’hackathon, racconta: «Quando butto qualche idea ai ragazzi, emergono sempre spunti interessanti», racconta. «E quando un’idea è troppo pazza, allora la facciamo!».
Gli studenti
Accanto al punto di vista del docente, quello degli studenti restituisce entusiasmo e curiosità. «Per me l’AI è un argomento molto ampio», spiega Noemi Baiguera «mi affascina capire la tecnologia che c’è dietro».
L’incontro ha rappresentato per lei e per i suoi compagni un momento di scoperta. «Ho partecipato molto volentieri», racconta, «e ho imparato anche le differenze tra i vari tipi di Intelligenza artificiale: è stato molto interessante».
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