Generazione AI: dalla carta all’algoritmo, così la scuola sta cambiando

All’auditorium Santa Giulia duecento studenti hanno affrontato il tema dell’Intelligenza artificiale in ambito scolastico per la prima tappa della settima edizione di Da Vinci 4.0
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Da Vinci 4.0: a scuola per fare impresa
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Cosa c’entrano dei foglietti di carta colorata con l’Intelligenza artificiale generativa? Poco, eppure moltissimo. C’entra la carta in quanto tecnologia umana. E in quanto strumento per capire metaforicamente qualcos’altro. Per rompere il ghiaccio gli oltre duecento ragazzi e ragazze che mercoledì hanno partecipato alla prima tappa della settima edizione di Da Vinci 4.0 – il progetto targato Giornale di Brescia e The FabLab che di anno in anno propone approfondimenti e sfide su tecnologia e innovazione alle scuole superiori bresciane – hanno usato proprio dei foglietti di carta che, sventolati nel grande ambiente dell’auditorium Santa Giulia hanno dato l’idea di come funzionino la raccolta dei dati e l’organizzazione degli stessi. Dall’analogico al digitale è un attimo, ed ecco che il discorso in men che non si dica si è fatto più profondo. Il fulcro di tutto? L’Intelligenza artificiale a scuola. Ecco il tema di Da Vinci 4.0 per il 2026.

I fogli di carta usati per introdurre il concetto della raccolta dei dati
I fogli di carta usati per introdurre il concetto della raccolta dei dati

Teoria e pratica

Le sfaccettature sono moltissime: si parte dagli utilizzi più classici e scontati (l’aiuto con i compiti, la semplificazione dello studio) per arrivare alle domande storiche e filosofiche (chi è stato il primo a pensare a una macchina digitale che elaborasse dati?) e a quelle pratiche. Per esempio: si pensa mai al fatto che in questo momento i ragazzi e le ragazze in molti casi hanno una formazione maggiore su questa tecnologia rispetto a chi dovrebbe insegnargliela? A farlo notare è stata l’assessora regionale all’Istruzione Simona Tironi, che, insieme alle altre istituzioni, è salita sul palco per augurare ai ragazzi di sfruttare al meglio i concetti appresi durante questa giornata di approfondimento.

Che fare allora? A guidare i ragazzi durante la giornata, presentati da Giulia De Martini (ceo e head of research di TheFabLab), sono stati diversi divulgatori, a partire da Massimo Temporelli, fisico e divulgatore. Con lui anche Matteo Villa (che con Temporelli ha fondato The FabLab) e, in collegamento da remoto, Pietro Monari dell’Università di Bologna, progettista educativo e formativo esperto in Intelligenza artificiale.

L’approccio

«Intelligenza artificiale a scuola», peraltro, non è solo ChatGpt. Conoscere tutti gli strumenti è impossibile. Si potrebbero citare Perplexity, NotebookLM... Ma sarebbe riduttivo, perché prima di parlare di strumenti specifici e concreti, c’è da capire l’approccio da adottare – studenti, docenti e professionisti più in generale – nei confronti di queste nuove tecnologie pervasive. Così pervasive da essere entrate nella quotidianità di miliardi di persone in poco, pochissimo tempo.

«Platone si interrogava sulla scrittura: era un’ingenuità? C’è chi dice lo stesso dell’AI, probabilmente: che non è il modo di imparare. Ma noi non vogliamo che i ragazzi debbano usare l’AI con ingenuità. Ma con ingegno. È giusto che sperimentiate», ha detto rivolgendosi direttamente agli studenti in platea Temporelli. «La tecnologia cambia e migliora di anno in anno. Tutta la tecnologia, non solo quella più moderna: dalla scrittura all’AIgenerativa».

I prossimi passi

L’appuntamento ora è fissato per maggio: gli istituti superiori che lo desiderano potranno partecipare alla sfida finale collettiva, ovvero l’hackathon che si terrà negli spazi del Csmt a Brescia. I ragazzi e le ragazze svilupperanno progetti relativi all’uso dell’AI a scuola, presentandoli poi davanti agli altri studenti e a una giuria. Sarà un’esperienza intensiva e immersiva: i gruppi di lavoro saranno chiamati a sviluppare un’idea legata all’uso dell’AI in ambito scolastico. Le ragazze e i ragazzi lavoreranno in team, tracciando i tratti essenziali della loro proposta e costruendo una presentazione da condividere davanti ai compagni e a una giuria. L’intero percorso è pensato per essere realmente trasversale, proprio come si è visto durante la sessione plenaria di mercoledì. L’hackathon, come la conferenza, non è riservato solo a chi ha competenze Stem, ma si rivolge anche alle scuole di ambiti umanistici, artistici e sociali. L’intelligenza artificiale è infatti un tema interdisciplinare: tocca la tecnologia, ma anche l’etica, la comunicazione, la creatività...  Per le scuole che proseguiranno il percorso è previsto nelle prossime settimane un webinar durante il quale verranno fornite informazioni e strumenti per preparare gli studenti all’hackathon.

Studentesse e studenti durante l'incontro all'auditorium Santa Giulia - Foto New Reporter Favretto © www.giornaledibrescia.it
Studentesse e studenti durante l'incontro all'auditorium Santa Giulia - Foto New Reporter Favretto © www.giornaledibrescia.it

Le istituzioni

La conferenza è stata di fatto l’inizio di un racconto che ha saputo attraversare passato e futuro, mettendo al centro il tema cruciale dell’Intelligenza artificiale. Accanto alle scuole convenute, i partner del progetto hanno portato esperienze concrete e visioni complementari, contribuendo a costruire un quadro articolato, tra nuove opportunità e responsabilità.

Per Banca Valsabbina, rappresentata da Mariachiara Pellegrini, l’AI è già una realtà trasversale: «L’Intelligenza artificiale fa già parte delle nostre vite lavorative e scolastiche. Nel settore bancario e finanziario attraversa già tutte le competenze, dallo sportello fino ai ruoli manageriali». Si inserisce poi Edison, con Martino Busnelli che ribadisce il legame storico con Brescia: «Queste iniziative servono a migliorare il territorio, valorizzandolo attraverso i ragazzi che lo abitano. Non esiste un percorso predefinito, ma giornate come questa aiutano ciascuno a trovare la propria strada, sempre nel solco dell’innovazione».

Stefano Karadjov, direttore di Fondazione Brescia Musei (istituzione della sede ospitante), aggiunge un’ammonizione: «L’intelligenza artificiale potrebbe mettere a rischio i lavori creativi. Per questo è necessario guardarla come un mezzo e prepararsi ad usarla».

Uno sguardo operativo arriva anche da Gabriele Zanetti di Csmt, polo di innovazione che mette in rete imprese, università e centri di ricerca, nei cui spazi si svolgerà l’hackathon di maggio. «L’intelligenza artificiale non è solo un tema teorico: ha applicazioni concrete nell’industria e nella vita quotidiana». Le aziende cercano competenze capaci di migliorare processi e competitività; per questo «il ponte tra scuola, università, lavoro e ricerca è fondamentale».

Infine, le parole della direttrice del Giornale di Brescia Nunzia Vallini: «Nel lavoro giornalistico l’intelligenza artificiale rappresenta un’energia aggiuntiva alla creatività umana». Non è la tecnologia a spaventare, ma «l’uso inconsapevole». E ancora: «Il nostro compito è fornire strumenti critici, perché l’intelligenza artificiale resti uno strumento al servizio delle persone». Una responsabilità condivisa tra scuola, imprese e informazione, per accompagnare i giovani dentro il cambiamento con consapevolezza.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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