Nemmeno le temperature arrivate a sfiorare - e forse a superare nel percepito - i 40 gradi sono riuscite a spegnere la festa della musica. Semmai ne hanno ridisegnato i tempi: mattinata vivace, ore centrali più lente e poi, dal tardo pomeriggio, il ritorno della città nelle piazze, nei cortili e davanti ai palchi.
Brescia ha suonato seguendo il ritmo imposto dal sole, ma senza rinunciare alla sua giornata più corale, quella che trasforma strade, locali e quartieri in un unico palcoscenico diffuso. La manifestazione non si è fermata: ha semplicemente cambiato passo, adattandosi a una città che nelle ore più roventi ha cercato ombra e riparo, per poi tornare a vivere pienamente i propri spazi pubblici.
Il ricordo di Stote
Tra i luoghi simbolo di questa edizione c’è stata piazza Paolo VI, dove per tutta la giornata cittadini, musicisti e curiosi si sono fermati davanti al wall collettivo dedicato a Jean-Luc Stote, il fondatore della manifestazione scomparso lo scorso settembre. Messaggi, fotografie, dediche e ricordi hanno progressivamente riempito il grande pannello, trasformandolo in una memoria collettiva a cielo aperto. Tra coloro che hanno voluto lasciare un pensiero anche la sindaca Laura Castelletti.
Il ricordo di Stote ha attraversato l’intera manifestazione senza assumere i toni della commemorazione formale: è emerso nelle parole annotate sul pannello, nei racconti scambiati tra una piazza e l’altra e nella partecipazione di chi ha voluto rendere omaggio a una figura che per anni ha contribuito a fare della festa della musica uno degli appuntamenti più attesi dell’anno.

Vinili
A pochi passi, in piazza Vittoria, il mercatino dei vinili ha richiamato appassionati e curiosi. Davanti agli scatoloni colmi di dischi decine di persone hanno sfogliato copertine e confrontato edizioni, magari trovando proprio quel titolo capace di riaccendere un ricordo o un’emozione. Un’immagine che si è intrecciata con lo spirito della manifestazione e con una delle grandi passioni dello stesso Stote.
Dai cortili alle biblioteche
Nonostante il caldo la festa ha continuato a vivere anche nei numerosi spazi disseminati tra centro e quartieri, confermando una formula che negli anni ha saputo portare la musica ben oltre i luoghi tradizionalmente destinati agli spettacoli.
Dai cortili alle biblioteche, dai locali alle piazze, fino ai quartieri più periferici, la manifestazione ha raggiunto pubblici diversi, coinvolgendo famiglie, giovani, appassionati e semplici curiosi. Nelle ore centrali il centro storico è apparso inevitabilmente più tranquillo, ma dal tardo pomeriggio la situazione è cambiata sensibilmente.
Le piazze hanno iniziato a riempirsi, i tavolini dei locali si sono affollati e gruppi di giovani hanno preso a spostarsi tra le diverse postazioni musicali disseminate sul territorio. La manifestazione ha mostrato il proprio volto più riconoscibile: quello di una Brescia vissuta e condivisa.
La presenza
I numeri confermano la dimensione raggiunta dall’evento: oltre 800 iscrizioni, più di 3mila artisti provenienti da sei regioni italiane, oltre 90 situazioni musicali diffuse sul territorio e più di 80 locali coinvolti.
Una macchina organizzativa imponente che ha consentito di animare per un’intera giornata strade, cortili, piazze e spazi pubblici, offrendo un programma capace di spaziare tra generi, linguaggi e generazioni differenti. Età, provenienze e gusti musicali sono passati in secondo piano: sotto ogni palco si potevano incontrare persone diverse, accomunate dalla voglia di stare insieme e condividere un’esperienza.
Se il sole ha scandito i tempi della giornata, la musica ne ha definito il carattere. Brescia si è riscoperta viva e attraversata dalle persone.



