Ogni sua comparsa è spettacolo, ogni set un coup de théâtre, ogni esibizione un tassello iconico d’arte sonora contemporanea. Quando a febbraio si è materializzata sul palco dei Brit Awards accanto a Rosalìa, emergendo in un cono di luce avvolta in un corpetto biomeccanico di polimeri blu cobalto, il pubblico è andato in visibilio. La sua apparizione alla Biennale – in maschera d’oro e copricapo mohair al Padiglione Islanda per celebrare l’amica artista Ásta Fanney Sigurðardóttir – ha ipnotizzato il mondo via social.

Per il suo djset al festival di casa, in un parco di Hafnarfjörður, è rimbalzata in consolle dentro un abito di Robert Wun composto di soli palloncini candidi. Un pezzo che solo lei avrebbe potuto indossare con la nonchalance di una ragazzina e senza versare neppure una goccia del calice che le è stato recapitato sul palco.
La regina eclissa l’Eclissi
Dopo 45 anni di carriera la regina Björk colpisce ancora, riuscendo nell’impresa di eclissare anche l’Eclissi, nonostante l’intento di Echolalia Festival fosse proprio quello di celebrare il portento astronomico con un evento musicale localizzato sulla linea dell’oscurità totale. Ma si sa, il cielo d’Islanda non perdona e fra cielo bigio e pioggia il sole proprio non si è visto. In ogni caso l’altra sera al Víðistaðatún, fra il pubblico dei settemila e più riuniti per celebrare il culto della sacerdotessa dell’avant-pop, c’erano anche due bresciane eccellenti come Joan Thiele e Marta Salogni, che sui social hanno resocontato quei 57 minuti d’etereo fulgore e pioggia scrosciante.
Ballando con Elisa
La cantautrice gardesana, reduce da una data del suo Joanita Tour 2026 al Lago Valbiolo per il Water Music Festival, ha raggiunto in Islanda il clan musicale made in Italy composto da Emma (Marrone), Elisa (Toffoli) e Dardust. Joan ed Elisa, in particolare, si sono scatenate insieme nel prato. Le due avevano scritto insieme nel 2022 il brano «Proiettili (ti mangio il cuore)», interpretato dalla bresciana insieme ad Elodie. Che ci sia qualche nuovo progetto all’orizzonte? Chissà che ad ispirarlo non siano proprio i paesaggi boreali.

E a nuove collaborazioni o ipotesi di lavori in corso viene da pensare in riferimento alla presenza di Marta Salogni a Reykjavik e dintorni. La musicista e soprattutto talentuosissima produttrice originaria di Capriolo non è nuova al richiamo di Björk. È stata proprio l’artista islandese a volerla per mixare nel 2017 il capolavoro «Utopia».
E, più di recente, l’ha reclutata anche per Cornucopia Live, per cui si è occupata del mixaggio audio sia del film-concerto sia dell’album dal vivo. Da allora Salogni ha collezionato riconoscimenti e macinato traguardi professionali e ora che Björk è in procinto di pubblicare un nuovo maestoso disco, chissà che la producer non sia volata al nord non solo nelle vesti di supporter. Per ridefinire i confini del pop, persino a una divinità come Björk potrebbe far comodo l’(in)genio bresciano.



