Alexandra Dovgan al Festival Pianistico: sensibile, sicura e moderna

La musicista russa ieri al teatro Grande è stata accompagnata dalla Wiener Kammerorchester: la sua esibizione era dedicata a Beethoven
Marco Bizzarini
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Dovgan: il ritorno della giovane stella

Ecco il ritorno di Alexandra Dovgan, la pianista che debuttò al Festival Pianistico di Brescia e Bergamo all’età di soli undici anni nel 2019 e che abbiamo potuto riascoltare ieri sera al teatro Grande, nel celebre Concerto n. 4 di Beethoven, accanto alla Wiener Kammerorchester guidata dal maestro Pier Carlo Orizio.

L’esposizione

Una bella responsabilità eseguire senza incertezze, dopo un semplice sguardo d’intesa col direttore, il primo brevissimo assolo di cinque battute del Concerto. Nonostante la giovane età – Alexandra è nata nel 2007 a Mosca e fin da bambina si è aggiudicata svariati premi internazionali – la solista ha dimostrato nella sua esecuzione un tocco pulito, un fraseggio elegante e una delicata fusione con l’orchestra.

Nei passaggi più cantabili si è distinta per una viva sensibilità, mentre nei momenti più brillanti (come, per esempio, nei trilli multipli) ha convinto per la rinnovata sicurezza tecnica. Interessante la Cadenza del primo movimento, che non era quella tradizionale di Beethoven, ma presentava soluzioni più moderne con effetti stranianti. Efficace il rientro dell’orchestra in tempo assai moderato.

Dolcezza e prorompenza

Il secondo movimento palesava l’efficace contrasto tra la severità dell’orchestra e la dolcezza del pianoforte, in cui alcuni esegeti hanno riconosciuto la commossa preghiera di Orfeo alle divinità degli inferi per riportare in vita l’amata Euridice. Dopo il Rondò, ancora una volta proposto con apprezzabili parentesi liriche, Alexandra Dovgan ha ottenuto un vivo successo di pubblico e si è congedata con un bis: la melanconica Mazurka op. 17 n. 4 di Chopin in una squisita esecuzione.

La parte sinfonica della serata, tutta beethoveniana e di grande impegno, ha visto dapprima l’esecuzione dell’Ouverture Coriolano e quindi, in crescendo, della prorompente Settima Sinfonia da parte di una Wiener Kammerorchester capace di esprimere, con l’appassionata direzione di Pier Carlo Orizio, compattezza e carattere. Il commovente Allegretto, dopo un minuto di silenzio, è stato dedicato alle vittime della strage avvenuta ieri mattina in una scuola di Graz.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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