Il bresciano Josef Mossali al Festival pianistico: «La mia Spagna musicale»

Scarlatti, Ravel e Schumann nel programma dell’artista che esplorerà le diverse sfumature delle note iberiche
Andrea Faini
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La Spagna di Josef Mossali

«Non c’è una sola Spagna musicale, ce ne sono molte, filtrate da sensibilità artistiche diverse. Nella visione stereotipata è un repertorio estroverso, vibrante, ma la sua caratteristica principale è la mutevolezza e la volubilità degli umori e dei colori, che a volte conduce anche a momenti di intenso lirismo».

Parla spagnolo il pianoforte del bresciano Josef Mossali, per il nuovo appuntamento con il 62° Festival Pianistico Internazionale, in programma martedì 6 maggio, alle 20 all’auditorium San Barnaba.

La serata

Aprono il programma tre Sonate di Scarlatti, maestro della tastiera barocca, italiano per nascita e spagnolo d’adozione. Mossali afferma: «È difficile dividere le due anime del compositore. Gli elementi ritmici marcati rimandano al folclore iberico, così come certe armonie arpeggiate evocano la chitarra, ma gli afflati espressivi ricordano invece il melodramma napoletano. Mi piace però sottolineare le caratteristiche “universali” della sua musica: la scrittura prettamente tastieristica – con incroci delle mani, trilli, tremoli – e la consapevolezza formale, che lo conduce a modellare la sonata bitematica bipartita, punto di riferimento per molti autori venuti dopo di lui».

Il programma prosegue nel segno dei compositori spagnoli, con tre pagine di Albéniz tratte dalla sua raccolta più nota, «Iberia», e con due composizioni di Enrique Granados. Due autori amati da Arturo Benedetti Michelangeli, che a trent’anni dalla morte Mossali ricorda così: «Ne ho sempre ammirato la precisione, il suono cristallino, il rispetto di ogni autore che eseguiva. Credo però che la sua eredità vada oltre: il suo perfezionismo, la sua devozione totale alla musica non sono fonte di ispirazione solo per noi pianisti, ma per chiunque si dedichi all’arte».

Tra Francia e Germania

Dopo la «Pavane pour une infante défunte» di Maurice Ravel – che fu tra i primi successi del compositore, grazie al riuscito connubio tra le linee semplici della danza rinascimentale e i colori del folclore spagnolo – il concerto si chiuderà con un pezzo di raro ascolto, «Der Kontrabandiste da Spanisches Liederspiel» di Robert Schumann, nella trascrizione pianistica di Tausig. «È una pagina che, a differenza delle altre, non attinge direttamente alla musica iberica – chiarisce Mossali –. L’uso di scale minori armoniche dà al brano un profumo esotico, mentre il ritmo veloce con ribattuti lo rende incalzante. È una Spagna più immaginata che reale, filtrata dal Romanticismo fantastico di Schumann».

Dopo il Festival – sarà impegnato anche a Bergamo – Mossali è atteso da un appuntamento speciale: «Il 29 maggio suonerò con l’orchestra sinfonica di Sanremo, eseguiremo il raro Concerto n. 5 di Johann Nepomuk Hummel. Una musica di atmosfera Biedermeier, spesso sottovalutata, ma ricca di spunti d’interesse e di pregevolissima fattura».

I biglietti per il concerto a San Barnaba costano 10 euro, ridotto 7. Sono in vendita su Vivaticket o direttamente in auditorium.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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