Il conservatorio Luca Marenzio sarà protagonista alla Festa dell’Opera

L’appuntamento è per sabato 6 giugno alle 15 e, in replica, alle 19, all’auditorium San Barnaba
L’orchestra del «Luca Marenzio»
L’orchestra del «Luca Marenzio»

Il Conservatorio recita da protagonista alla Festa dell’Opera. Nell’ambito dell’iniziativa dedicata al melodramma promossa dalla Fondazione del Teatro Grande, il «Luca Marenzio» realizzerà «La prova di un’opera seria», opera comica in un atto di Francesco Gnecco, per la regia di Danilo Coppola.

Al San Barnaba

L’appuntamento è per sabato 6 giugno alle 15 e, in replica, alle 19, all’auditorium San Barnaba. È prevista anche un’anteprima venerdì 5 giugno alle 20 nel Salone Igea del Parco delle Terme di Boario a Darfo.

Se Patrizia Vastapane, presidente del Conservatorio, e Alessandro Trebeschi, segretario artistico della Fondazione Teatro Grande, hanno espresso congiuntamente soddisfazione per una collaborazione che da un lato arricchisce il cartellone della Festa dell’Opera e dall’altro dà agli studenti l’opportunità di misurarsi in un contesto di prestigio, il direttore del «Marenzio» Massimo Cotroneo ha ricordato la storia dell’orchestra Stu.d.i.o.: «La formazione è nata nove anni fa per creare una “palestra” sinfonica in cui gli studenti crescano a fianco dei loro docenti. Negli anni l’orchestra si è rivelata preziosa non solo come strumento didattico, ma anche per la qualità artistica della sua proposta e le numerose collaborazioni di valore che ha saputo attivare. La partecipazione alla Festa dell’Opera, al fianco di un doppio cast di cantanti, si inserisce proprio in questo cammino».

L’opera

Pierangelo Pelucchi, che dirigerà l’orchestra, ha raccontato l’opera e motivato la scelta: «Si tratta di una farsa, che all’epoca ebbe grande successo, che si inserisce in una tradizione di opere meta-teatrali, fiorite tra il Settecento e i primi anni dell’Ottocento, che mettono alla berlina i vizi del mondo del melodramma: i capricci delle primedonne, i problemi economici, le intemperanze dei lavoratori, errori e ottusità dei musicisti. Per gli studenti, partecipare alla messa in scena di una messa in scena è un’esperienza al tempo stesso divertente e formativa».

E ha proseguito: «L’opera ha un organico ridotto e non necessita di coro, questo ci ha permesso di curare i dettagli, facendone una trascrizione completa che recuperi l’originale, visto che dell’opera esistono molte versioni diverse».

La partecipazione è libera.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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