«La città che cambia»: il nuovo numero di Biesse in edicola con il GdB

Dalle trasformazioni di piazza Rovetta alla storia della Beretta, un viaggio tra immagini, luoghi e personaggi del Bresciano. Il numero 37 di «Biesse» è in edicola con il Giornale di Brescia da martedì 10 novembre a 8 euro, oltre al prezzo del quotidiano
Anita Loriana Ronchi
Piazza Rovetta, cuore popolare della Brescia storica situata a nord di piazza Loggia
Piazza Rovetta, cuore popolare della Brescia storica situata a nord di piazza Loggia

La piazza senza nome, anzi una piazza «che non esiste». È, in realtà, piazza Rovetta, slargo che nella toponomastica urbana è chiamato Largo Formentone. Ma, si sa, come nella quotidianità per tutti valga il primo nome. Sarà forse per il fatto che questa piccola porzione urbana ha conosciuto vicende che ne hanno mutato il volto e l’ampiezza più volte nel corso degli ultimi due secoli, tanto da rendere difficile memorizzarne le mutevoli sembianze.

La storia attraverso le immagini

Trasformazioni che sono ampiamente documentate in copertina e nella sezione «La città che cambia» sul nuovo numero (il 37) di Biesse, il periodico bimestrale edito da Fondazione Negri e dedicato alla storia della provincia bresciana. Il fascicolo sarà in edicola da martedì 10 novembre in abbinamento con il Giornale di Brescia, a 8 euro più il prezzo del quotidiano.

«La città che cambia»: il nuovo numero (il 37) di Biesse
«La città che cambia»: il nuovo numero (il 37) di Biesse

Scrivono nell’editoriale l’editore Mauro Negri e il direttore Marcello Zane: «Il lettore attento all’impostazione della rivista potrebbe porsi la domanda: nella vita dei cittadini bresciani, nella loro quotidianità e nelle biografie familiari, è contata di più la visita del re in città o l’asfaltatura di una strada? Cent’anni or sono è valso di più – a modificare le abitudini d’ogni giorno – l’acquisto di una nuova automobile o la costruzione di una nuova chiesa? E, ancora: come è cambiata l’esistenza di un nostro nonno con l’uso della bicicletta rispetto alla nomina di Zanardelli a presidente della Camera?». Domande cui Biesse, anche in questo numero, prova a fornire risposte, con il corredo delle straordinarie immagini dell’Archivio Negri.

Città dinamica

Il fascicolo si apre con il confronto «Ieri e oggi», i cui riflettori si accendono su corso Magenta «a lungo simbolo di velocità e di traffico, almeno sino alla sua pedonalizzazione». Ancora per «La città che cambia» viene perlustrata «la gloriosa vicenda dell’Igea», ossia le opere di ristrutturazione che negli anni ‘30 hanno cambiato il volto dell’albergo strategicamente posto all’uscita della stazione ferroviaria.

Passaggio lungo la celebre Via Mala di Scalve
Passaggio lungo la celebre Via Mala di Scalve

Negli anni ’60, nasce il nuovo parcheggio degli autobus della Municipalizzata cittadina, mentre la caserma Gen. Achille Papa, dopo decenni di chiusura, non è più solo un luogo di abbandono: è ora un laboratorio di rinascita urbana (ospiterà infatti la «Cittadella dei servizi»).

Nella sempre ricchissima sezione «Una provincia dinamica», troviamo la brillante storia de La Scuola Editrice, vocata all’educazione giovanile; ancora in tema di formazione, scorrono testimonianze e momenti di quotidianità, fra le due guerre, nella Scuola di agricoltura «Vincenzo Dandolo».

Le miniere di Valle Trompia, attive dal secondo Ottocento, rimandano tutto il fervore e il lavoro che sta dietro ad una ricchezza conquistata. E che dire della rocca di Manerba, da cui si spara nei primi anni ’20, essendo avamposto per il collaudo di armi della Breda. Fino ad approdare a Villa Caffetto, una «casa per vivere l’arte», che rappresenta un significativo esempio di architettura brutalista italiana.

Storia e tradizione

Storica fabbrica d’armi Beretta
Storica fabbrica d’armi Beretta

La vicenda plurisecolare della storica fabbrica d’armi Beretta è oggetto dello spazio dedicato alla «ricorrenza», documentata nei 500 anni spesi fra tradizione e innovazione, tra modelli che hanno reso celebre il marchio nel mondo, visite di re (Umberto I nel 1890), nuovi brevetti ed opere sociali.

Il personaggio di questo mese è Dante Bravo, nato a Brescia nel 1890, appartenente alla generazione di fotografi che operò negli anni in cui la diffusione delle immagini attraverso libri, riviste e pubblicazioni illustrate acquistava crescente importanza. Nel 1922, Bravo rilevò lo studio di Giuseppe Grandoni e aprì, insieme al pittore Eliodoro Coccoli, la Bottega d’Arte.

Attraverso i suoi scatti emerge una figura dai molteplici interessi, capace di affiancare al lavoro con l’obiettivo la promozione dell’arte e un rapporto significativo col Vate per eccellenza, Gabriele d’Annunzio. E non è tutto: ancora altre chicche, documenti, storia e curiosità sono racchiusi nelle preziose pagine del nuovo Biesse.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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