Zoe Saldaña torna sullo schermo, quello tv streaming stavolta, nella serie spy-action «Operazione Speciale: Lioness», dal 2 agosto su Paramount+. L’attrice è cara ai bresciani anche per essere dal 2013 moglie di Marco Perego, 47enne artista-produttore-regista di Salò, col quale ha 3 figli. E lui è probabilmente uno di «quegli uomini intelligenti, saggi, che hanno fiducia in sé e sanno ascoltare le donne» come tempo fa Saldaña descrisse il compagno ideale. «Lo notai di spalle su un volo per New York – ha raccontato l’oggi 48enne star con tanto di Stella sulla hollywoodiana Walk of Fame –: lui si voltò e fu colpo di fulmine».
Nel Bresciano
Lo scorso maggio Zoe era sul lago d’Iseo per le riprese del film original netflixiano «Positano» di Daniel Roher in cui con Matthew McConaughey saranno due rivali ladri di gioielli che si coalizzano per fronteggiare un pericolo e fare un grosso colpo. E ora arriva in streaming alla sua maniera: da trasformista sui set cine-tv più disparati e importanti; una... Fregoli che ha fatto della poliedricità il suo marchio di fabbrica, forte d’ingegno artistico e umano capaci di spaziare in vari campi.
Dalla danza che, da ex allieva della dominicana ECOS Espacio de Danza la portò 22enne debuttante nelle coreografie del film «Center Stage – Il ritmo del successo» (2000) di Nicholas Hytner; passando per ruoli iconici in film di successo come «Star Trek», «Guardiani della galassia», «Avengers» e i vari «Avatar»; fino all’intenso personaggio dell’avvocata Rita Mora Castro nel cine-dramma musical «Emilia Perez» (2024) di Jacques Audiard che le è valso l’Oscar 2025 di Miglior Attrice Non Protagonista, così come ai Golden Globe, a Cannes, ai britannici Bafta.
E, dal gennaio scorso spodestando Scarlett Johansson, il primato d’essere colei che nei film a cui ha partecipato ha contribuito a incassi complessivi di 18 miliardi di dollari, i più alti di sempre. E presente nei tre massimi sbancabotteghini storici del cinema: «Avatar», «Avengers: Endgame» e «Avatar/La via dell’acqua».
Cammino vincente
Che ora sia al centro della terza stagione del franchise seriale «Lioness» su Paramount+ è dunque l’ennesimo passo d’un cammino multiforme e vincente che l’ha resa anche testimonial di Lancôme, ma non scevra da impegno sociale personale, per esempio per Baby2Baby, organizzazione no-profit che assiste più di un milione di bambini in povertà negli Usa. Anche se – lei nata a Pasaic in New Jersey da padre dominicano e madre portoricana, cresciuta bambina nella Repubblica Dominicana – ha amaramente commentato: «Quella di oggi non è la mia America: quella in cui sono nata e ho imparato ad amare è inclusiva». Zoe pratica anche militanza artistico-politica; come in «Dovecote» (2024), un “corto” sulle detenute di Venezia, girato nel carcere della Giudecca e presentato due anni fa nel Padiglione della Santa Sede alla Biennale veneziana; e «The Absence of Eden» un film sull’ICE e i migranti, entrambi firmati dal marito; e da produttrice esecutiva di «It’s Complicated» di Darine Hotait, “corto” scritto da Iman Karram su Sorellanza e morte a Gaza.
La serie tv
Spaziando dalla giovane Eva di «Center Stage» alla guerriera avatariana Neytiri, dalla galattica Gamora all’avvocata Castro, Saldaña arriva ora in video nuovamente come agente Joe McNamara, a capo di azioni antiterrorismo della Cia. Prodotta da Paramount Television Studios e 101 Studios in otto episodi da 42 minuti, la serie - che annovera nel cast anche Nicole Kidman, Michael Kelly e Morgan Freeman - è frutto del... Re Mida della fiction, quel Taylor Sheridan già creatore del modern western «Yellowstone» e suoi spin-off; del petrolifero «Landman»; e del sentimentale «The Madison». Questa stagione vede Zoe/Joe fronteggiare pericoli che stavolta non minacciano solo gli Usa e il mondo, ma anche lei e la sua famiglia; alla quale, nel trailer, spiega: «Da sempre abbiamo girato attorno a questo senza affrontarlo: io sono un soldato e il lavoro di un soldato è combattere». Tipico di Zoe, grintosa trasformista dei ciak...



