A Brescia ci sono molti più book club di quanti si possa pensare

Non solo nelle biblioteche, ma anche appuntamenti itineranti per condividere il piacere della lettura; a Montichiari c’è persino un gruppo di libroterapia. Ecco una ricognizione completa
Giulia Camilla Bassi
I book club sono sempre più diffusi
I book club sono sempre più diffusi

Leggere è una cosa meravigliosa. Ma condividere un libro rende questa passione un’esperienza unica. Sì, perché le storie si moltiplicano, i punti di vista si intrecciano, anche i significati si approfondiscono. Ed è proprio da questo bisogno di condivisione che nascono i gruppi di lettura e a Brescia e in provincia ce ne sono molti più di quanti si immagini.

Per quanto riguarda i gruppi di lettura, il Sistema Bibliotecario Bresciano è la rete più capillare a cui affidarsi, con gruppi distribuiti in tutta la provincia.

Per gli adulti

Per chi ama i romanzi gialli, le biblioteche di Desenzano e Mazzano ospitano due appuntamenti mensili dedicati al genere, rispettivamente «Le signore in giallo» e «Gruppo in giallo». Sempre a Mazzano, un gruppo a tema fantasy si riunisce per discutere e scoprire nuove letture che sappiano trascinarli nel mondo del fantastico.

Ma per gli adulti, anche senza un genere di riferimento, la proposta è varia: alla biblioteca di Manerba del Garda «Libri a bordo» esplora un genere nuovo al mese, a Vallio Terme si riunisce il gruppo «Mondi di carta», a Pozzolengo i «Pagine erranti», a Nave il gruppo «Chiarelettere», a Carpenedolo i «Libridi». Gruppi di lettura per adulti sono attivi anche a Mazzano, Iseo, Corte Franca e Rudiano.

Per bambini e ragazzi

Ricchissima anche la proposta per bambini e ragazzi. A Brescia città il Bibliobus, la biblioteca itinerante del Sistema Bibliotecario Urbano, porta letture animate all'aria aperta per bambini dai 3 ai 10 anni, con orari e giorni prestabiliti al Parco Piero Morari, al Parco delle Stagioni e al Parco Vento del Mascheda.

Alla biblioteca di Salò, per i bambini dai 4 agli 8 anni, c'è «Le letture di papà»; a Iseo «L'anello MANGAnte» raccoglie giovani appassionati di manga e fumetti, così come «L'ora del fumetto – tra le nuvole» alla biblioteca di Desenzano del Garda. Iniziative per bambini e ragazzi sono attive anche a Vobarno, Villanuova sul Clisi, Vestone, Manerba del Garda, Salò, Iseo, Vallio Terme e Concesio. Il consiglio migliore è sempre quello di fare riferimento alla propria biblioteca comunale per scoprire le iniziative in programma.

In città

In città, il panorama dei book club si è arricchito negli ultimi anni di realtà molto diverse tra loro per pubblico e impostazione. Alla Nuova Libreria Rinascita è attivo «R/Esistenze»: un bookclub progettato dal collettivo l'Altrosessuale con una vocazione precisa verso recuperi di catalogo e riscoperte editoriali.

Ogni ciclo prevede tre appuntamenti: due romanzi e un testo ibrido. Alla Feltrinelli di Corso Zanardelli si riunisce il «Serial Romance Book Club», un club di lettura per gli amanti del genere romance, mentre al Caleidoscopio Libreria Ubik è attivo un gruppo di lettura per ragazzi dagli 8 ai 10 anni. Per chi preferisce un formato più informale e itinerante, «AperiLibro» è il gruppo bresciano che fa parte della rete nazionale «Il club del libro».

Gli incontri sono mensili, ogni volta in un luogo diverso, senza un tema fisso ma con una forte attenzione alla qualità dei libri scelti. Così come «I leggioni», un gruppo informale di lettura che si incontra una domenica al mese negli spazi di C.AR.ME.

Libroterapia

A Montichiari, la psicoterapeuta Francesca Ferronato (sui social conosciuta come @psycofrancy) ha invece trasformato il suo studio in uno spazio in cui la lettura diventa uno strumento di condivisione e crescita personale. Racconta: «L’idea del book club è nata insieme a un’amica lettrice. Entrambe appassionate di lettura parlavamo tantissimo di libri e della profondità degli stessi e abbiamo cercato uno spazio comune per condividerlo».

Da quella prima scintilla, il progetto ha preso una direzione ben precisa, che unisce la passione per la lettura – che Francesca coltiva fin da bambina – al suo lavoro di terapista: «La profondità che si è creata fin da subito nel gruppo mi ha portato a trasformarlo in un vero e proprio gruppo di libroterapia. Attraverso i personaggi dei libri le partecipanti hanno scelto di portare pezzi della loro vita e la condivisione con il gruppo è stata potente e rispettosa allo stesso tempo».

Francesca tiene fermo un tema conduttore per ogni ciclo annuale: quest'anno è stato la rinascita. «Attraverso le protagoniste dei libri abbiamo visto cosa significa ripartire e ricominciare! Talvolta in modo potente, altre volte in modo silenzioso» racconta. I libri non vengono scelti tutti in anticipo: «mi piace anche seguire il flusso del gruppo, capire che tipi di lettori ho davanti per comprendere quali testi possono essere più adatti ed inclusivi».

Un buon libro spesso è anche condivisione
Un buon libro spesso è anche condivisione

La distinzione con un book club tradizionale, chiarisce Francesca, è sostanziale: «Nel book club tradizionale il focus è sul libro: si commenta la trama, lo stile, i personaggi. Nel mio gruppo, invece, il libro è uno strumento, un punto di partenza per entrare in contatto con sé stessi e con gli altri. La lettura è per sua natura un'esperienza intima e personale. Ma quando viene condivisa all'interno di un gruppo guidato, acquista una forza trasformativa: permette di riconoscersi negli altri, crea uno spazio sicuro in cui potersi esprimere e trasforma l'ascolto reciproco in un vero strumento di cura. Il gruppo diventa così parte integrante del processo trasformativo: sostiene, amplifica e approfondisce ciò che il libro attiva dentro ciascuno. Per questo parlo di libroterapia: non è solo leggere insieme, ma utilizzare la narrazione come via per esplorarsi, comprendersi e stare meglio, in una dimensione condivisa che diventa, spesso, un piccolo rifugio emotivo».

A confermare queste parole è Elena, una delle partecipanti: «Leggere con il gruppo innanzitutto dà la possibilità di condividere in modo profondo pensieri, sensazioni, lati più silenti che inaspettatamente appaiono. Mi spinge a sondare ambiti che in solitaria forse eviterei o abbandonerei. Esco dalle corse quotidiane, mi concedo l'ascolto e la lentezza con una consapevolezza più acuta; nel tempo lo spirito del gruppo mi accompagna sempre più anche a casa. L'incontro è un luogo in cui l'ansia da prestazione lascia il posto alla voglia di vivere un dialogo che si compone di note e ritmi arricchenti; assaporo la leggerezza di un'altra lettrice, vivo una dimensione nuova dell'ascolto, ma soprattutto imparo ad "essere" nella diversità».

E alla domanda su una prossima eventuale edizione, Francesca risponde: «Sicuramente farò un’altra edizione! Quella che finirà a maggio era la seconda e molte partecipanti avevano fatto parte del primo gruppo. Un punto focale per me è proprio il gruppo. Persone diverse che non si conoscono e che in poco tempo sono diventate complici e custodi di pezzi di vita delle altre. Veramente un’esperienza profonda».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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