Alla Pinacoteca Pasinetti «si racconta la vita di un artista»

La donazione della nipote del pittore monteclarense Antonio, attivo a Milano tra Otto e Novecento, diede vita 20 anni fa alla collezione di Montichiari
Giulia Bonardi
La collezione donata da Laura Pasinetti, nipote di Antonio - © www.giornaledibrescia.it
La collezione donata da Laura Pasinetti, nipote di Antonio - © www.giornaledibrescia.it

Vent’anni fa, nasceva formalmente a Montichiari la Pinacoteca Pasinetti, che ha ancora tanto da svelare e lo farà proprio a partire da questo importante anniversario, con l’obiettivo di raccontare anche alcune opere e oggetti presenti nei depositi. Cosa si celebra, in particolare, nel 2026? Lo abbiamo chiesto a Federico Troletti, direttore di Montichiari Musei.

«Correva l’anno 2006 quando la professoressa Laura Pasinetti, astrofisica, docente universitaria e scienziata milanese, donò al Comune di Montichiari un corpus di oltre quattrocento opere (tra dipinti, pastelli e disegni) del nonno Antonio, deceduto nel 1940: era nativo di Montichiari, ma è stato attivo per buona parte della sua vita a Milano, dov’era divenuto celebre – racconta Troletti –. Nello stesso anno, la scomparsa della professoressa Pasinetti dava un decisivo impulso all’istituzione di una pinacoteca intitolata all’illustre antenato; pinacoteca che condivide gli spazi con la biblioteca comunale.

Com’è organizzato il percorso museale della Pinacoteca?

Si articola in due sezioni: al primo piano i dipinti sono esposti secondo una logica tematica, con opere che spaziano dal ritratto al paesaggio, fino ad approdare ad una pittura d’impronta sociale. Al secondo piano, invece, il focus è posto sullo stretto legame che intercorre tra il bozzetto preparatorio e l’opera finita, mostrando le varie fasi di sviluppo dei dipinti.

Che opere dipinse Pasinetti?

Se da un lato Pasinetti si fece conoscere dalla critica come raffinato ritrattista dell’alta borghesia milanese della Belle Époque, dall’altro coltivò una predilezione per il paesaggio, tradotta in “impressioni” catturate en plein air su tavolette di piccolo formato. Si dedicò anche a una produzione di carattere sociale, che denunciava fermamente la dura condizione delle donne nelle campagne lombarde. Tutto ciò accostandosi a più correnti, dalla Scapigliatura lombarda al Simbolismo, dal Divisionismo al Novecento italiano. Subì il fascino della fotografia, intuendone le potenzialità espressive. L’archivio della Pinacoteca, oltre a un ricco epistolario e a numerosi disegni, custodisce infatti anche un prezioso nucleo di scatti realizzati dal pittore, utilizzati come strumento di studio preliminare per le sue composizioni su tela.

Il direttore Federico Troletti - © www.giornaledibrescia.it
Il direttore Federico Troletti - © www.giornaledibrescia.it

A proposito di depositi e volontà di valorizzare anche le opere e gli aspetti meno conosciuti della Pinacoteca Pasinetti, quali sono le particolarità della donazione Pasinetti?

La particolarità è rappresentata dal fatto che noi, praticamente, possediamo quasi tutta la produzione di un autore: ciò è raro. Inoltre, le opere attualmente esposte rappresentano soltanto una parte del patrimonio culturale che conserviamo: è infatti molto più ampio e comprende almeno il triplo del materiale. L’obiettivo, quindi, è valorizzare questo straordinario patrimonio, favorendone una maggiore conoscenza e promuovendone anche la circolazione in mostre. Nei depositi abbiamo anche un’importante raccolta di disegni: alcuni di essi sono studi preparatori alle opere pittoriche, mentre altri sono lavori di tale qualità artistica da possedere un valore indipendente. Proprio per questo motivo intendiamo organizzare, per il prossimo autunno, un’iniziativa dedicata allo studio e all'esposizione anche di questo nucleo di opere, accanto alle altre iniziative che, da quest’estate e sino alla fine del 2026, verranno proposte per ricordare la figura di Laura Pasinetti e la donazione.

I dipinti nell'ex ospedale
I dipinti nell'ex ospedale

Ma le particolarità non finiscono qui...

Un’altra delle caratteristiche particolari della donazione Pasinetti è la sua natura profondamente documentaria e familiare. Al Comune di Montichiari non sono state donate soltanto le opere di Antonio Pasinetti, ma anche le testimonianze di un universo più ampio che ruota attorno alla sua vita e alla sua attività artistica. Accanto ai suoi lavori, sono conservate opere realizzate da altri membri della famiglia, anch’essi pittori di talento. Inoltre, il patrimonio comprende una vasta raccolta di beni e testimonianze personali: gioielli, mobili, suppellettili, automobili d’epoca, corrispondenza privata, libri di studio, fotografie di famiglia e numerosi documenti che permettono di ricostruire il contesto umano, culturale e artistico in cui Pasinetti operò.

V’è, inoltre, la presenza di beni appartenuti alla professoressa Laura Pasinetti, legati alla sua attività di ricerca scientifica e al suo percorso professionale, che arricchiscono ulteriormente la collezione. Vi sono poi gli strumenti di lavoro dell'artista - pennelli, cavalletti, materiali e attrezzature utilizzati durante la sua attività - che consentono di avvicinarsi in modo diretto al processo creativo e al quotidiano dell’autore.

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