Aperto al pubblico dal 2015, il MuSa - Museo di Salò sorge negli spazi dell’antico monastero di Santa Giustina, edificato a partire dal XVI secolo per ospitare l’Ordine dei Padri Somaschi, dedito all’istruzione e all’educazione del clero e del popolo. Gestito per conto del Comune dalla Fondazione Opera Pia Carità Laicale e Istituto Lodroniano, il museo è diretto dal 2025 da Paolo Boifava, classe 1975, storico dell’arte. Locali, corridoi, chiostri e soppalchi vista lago, sospesi sull’aula dell’originaria chiesa, sono stati oggetto di un attento restauro architettonico.
Abbiamo incontrato il direttore per farci guidare alla scoperta del museo.
Direttore, questi spazi sono essi stessi una finestra sulla storia di Salò?
Questo è un contenitore ideale per un museo. L’edificio nasce come convento e in seguito diventa collegio civico. All’interno, l’architettura mantiene le caratteristiche storiche della destinazione ecclesiastica, valorizzate da un restauro che si è perfettamente attenuto ai criteri museografici. Il MuSa è un vero museo civico, che racconta la storia di Salò e del suo territorio dall’età romana, con la sezione archeologica, all’epoca contemporanea, con gli spazi dedicati alla Rsi, passando per i secoli della dominazione veneziana e le sezioni scientifiche.

Quali collezioni permanenti vengono proposte al visitatore?
Il museo è costituito da numerose sezioni, dedicate non solo alla storia, alla storia dell’arte e all’archeologia, ma anche alla scienza e alla tecnica. È un museo ricco ed eterogeneo. Notiamo che questo è un aspetto apprezzato dai visitatori, che approfondiscono temi diversi scoprendo, oltretutto, vere eccellenze. Per esempio, nella sezione archeologica c’è una collezione di vetri romani davvero notevole: è raro trovarne una di questa qualità in un museo di provincia.
Alle sezioni permanenti si affianca un vivace programma di mostre temporanee. Cosa propone il MuSa in questa stagione?
In marzo ha preso il via il calendario espositivo e culturale dal titolo Magnifica Patria 1426-2026. Seicento anni di storia tra il Garda e Venezia, che, attraverso documenti, voci e immagini di un passato che ancora dialoga con il presente, ripercorre la storia della Comunità della Riviera e dei suoi secolari legami con la Serenissima. Abbiamo deciso di raccontare la Magnifica Patria in modo diverso dal solito, in una sala immersiva con un video molto apprezzato dal pubblico, che accompagna i visitatori in un viaggio attraverso la storia di Salò e della Patria della Riviera della Repubblica di Venezia. L’idea è di renderla permanente, per sviluppare e arricchire la sezione dedicata al periodo veneto.

La sala immersiva è affiancata da una mostra. Cosa espone?
Fino a domenica 28 giugno sono in esposizione documenti, mappe, volumi e materiali dedicati alla Magnifica Patria, provenienti dall’Archivio Storico di Salò, il più importante, dopo quello di Brescia, nella nostra provincia. L’obiettivo, in futuro, è valorizzare questo eccezionale patrimonio archivistico, anche con attività didattiche.
Fino al 4 ottobre è visitabile anche la mostra «Tourist! Il viaggio sul Garda tra Romanticismo e Belle Époque». Come nasce?
L’evoluzione del turismo sul Garda tra XIX e XX secolo non era mai stata raccontata finora in un progetto espositivo. Anche in questo caso l’idea è di trovare, in futuro, spazi per una sezione dedicata a questo tema, che interessa molto sia il turista sia il residente. In esposizione, oltre cento opere tra disegni, acquerelli, manifesti, guide illustrate, abiti, oggetti da viaggio e fotografie documentano un secolo di trasformazioni del paesaggio, dell’ospitalità e dell’immagine incantata del lago di Garda.

Il Comune ha recentemente deliberato, all’unanimità, un importante stanziamento per lavori al museo. Ce ne parla?
Dal 4 ottobre il MuSa chiuderà per consentire importanti lavori di adeguamento della porzione dedicata alle collezioni permanenti. Sarà un investimento di quasi 800 mila euro, che dimostra quanto il Comune e la comunità tengano al loro museo. Avremo così spazi rinnovati, più fruibili, adatti a ospitare anche eventi privati, come accade nei grandi musei internazionali.
Nel 2025 il MuSa ha registrato un record di visitatori: 30.933 (+78% rispetto al 2024), dei quali 8.084 stranieri (+52%). La cultura è un aspetto importante della proposta turistica?
I visitatori che accogliamo al MuSa sono persone che cercano un luogo dove scoprire la storia locale. Anche le mostre temporanee di quest’anno vanno in questa direzione e i primi dati sull’affluenza sono molto buoni, anche per quanto riguarda gli stranieri. Dunque sì, anche il turista ha fame di cultura.



