Nel film «Gosford Park» a un certo punto si intravede Maggie Smith mangiare seduta a un tavolo ottagonale che è un trionfo di natura e animali. Su quello stesso tavolo ci ha mangiato, per anni, una famiglia di Cellatica. Ora quel tavolo è visibile al pubblico: la casa in cui si trova è la Casa Museo Zani in via Fantasina, un contenitore di meraviglie gestito dalla Fondazione Paolo e Carolina Zani e con la direzione artistica di Massimiliano Capella. Molti non lo sanno, ma racchiude una varietà di manufatti e opere d’arte tra le più variegate e preziose della provincia di Brescia (se non d’Italia).
Solo qualche esempio. Ci sono una comode rosa che, per qualche tempo, ha fatto parte della collezione della regina Vittoria; le sedie della sala da pranzo di Yves Saint Laurent (su cui il gatto di casa ogni tanto si faceva le unghie); una wunderkammer; un impluvium in stile romano; un presepe in corallo trapanese appartenuto all’avvocato Agnelli; un cratere apulo del 340-320 a.C.; e poi – su tutti – il tavolo di cui sopra, il cui piano fu realizzato per Cosimo III de’ Medici. Sopra si notano, dettagliatissimi, una mosca, una farfalla, i vermetti, la frutta… Su di esso la famiglia Zani ci mangiava tutti i giorni: è proprio questa l’immagine che fa capire l’eccezionalità della Casa Museo.
A volerla rendere ciò che è oggi fu l’imprenditore e collezionista Paolo Zani, che poco prima di morire, nel 2018, espresse il desiderio di rendere la dimora di famiglia una sede espositiva. La collezione fu aperta al pubblico il 5 febbraio 2020: una data simbolica che coincide con il compleanno di Carolina Zani, figlia di Paolo, morta nel 2017 a 27 anni, a cui è dedicata la Carolina Zani Melanoma Foundation.

La storia di Casa Museo Zani
La casa, costruita negli anni Sessanta, fu acquistata dalla famiglia Zani nel 1985. Paolo collezionò al suo interno opere fino al 2018, anno della morte, ristrutturando nel frattempo la struttura e gli interni e rifacendo le coperture, le boiserie, i pavimenti e i marmi, affidandosi ad artigiani locali. Ogni volta che acquistava un nuovo nucleo di opere, modificava gli ambienti in modo che fosse tutto in armonia.
La collezione è organizzata attorno a quattro nuclei geografici: Venezia, Francia, Roma e Oriente. In rappresentanza di Venezia ci sono – oltre a diversi Guardi, Tiepolo e Tintoretto – un Canaletto rappresentante il Bacino di San Marco, in precedenza posseduto dall’ultimo scià di Persia e un altro che ritrae una piazzetta, databile dopo il 1730 e di proprietà di Carlo Ponti e Sophia Loren. Se tutto il resto delle opere proviene da aste, in questo caso Zani bussò direttamente alla loro porta con quella che Casa Zani svela solo come «una buonissima offerta».

Nel nucleo francese trova invece posto l’«Allegoria della Terra» di François Boucher, primo pittore di corte e insegnante di disegno di Madame de Pompadour, noto per le gote rosee dei suoi ritratti. Madame de Pompadour che, peraltro, possedeva i due cigni in bronzo dorato qui visibili, provenienti dal suo palazzo dell’Hôtel d’Évreux a Parigi.
La sala da pranzo
Di particolare fascino è la stanza da pranzo, al cui interno si trovano due mobili dell’ebanista Maggiolini, con cromatismi ottenuti attraverso l’utilizzo di molteplici essenze lignee. Sul tavolo di rappresentanza c’è, invece, un graziosissimo servizio di Flora Danica.
Le poltrone genovesi, come accennato, erano di proprietà di Yves Saint Laurent e si trovavano nella sua casa parigina. Furono vendute all’asta dal suo compagno, in una vendita storica dopo la sua morte. Paolo Zani riuscì a ottenere la collezione completa di 18 sedie.

Accanto alla sala c’è una wunderkammer, una piccola e suggestiva camera delle meraviglie, con opere provenienti da diverse parti del mondo. Ci sono, per esempio, due nature morte su ardesia della fine del Seicento, di area fiamminga, e due «moretti» in marmo nero profondissimo, proveniente dal Belgio, con gli occhi in madreperla.
Il cuore della casa è l’impluvium, che ricorda quello delle domus romane. In origine era aperto e aveva una cisterna per la raccolta dell’acqua piovana. Paolo fece chiudere lo spazio con una vasca idromassaggio, che veniva utilizzata regolarmente dalla famiglia e che ora, invece, non più in uso. Attorno all’impluvium ci sono console provenienti da Palazzo Corsini a Roma, oltre a collezioni di bronzetti raffiguranti le dodici fatiche di Ercole e teste di moro veneziane.
Il pezzo più antico della collezione? Un cratere apulo del 340-320 a.C., con Zeus che premia i figli gemelli durante i giochi olimpici. Un esemplare identico si trova al British Museum.
Il tavolo ottagonale
Il capolavoro della Casa è però il tavolo ottagonale con piano realizzato per Cosimo III de’ Medici tra la fine del Seicento e l’inizio del Settecento dall’Opificio delle Pietre Dure di Firenze. Sette artigiani vi lavorarono per dieci anni. Il piano in paragone di Fiandra è decorato con fiori, frutti e uccellini.

Il piedistallo ligneo, realizzato all’inizio dell’Ottocento da George Bullock, è ornato da quattro grifoni e decorazioni in bronzo dorato. Ne esistono soltanto due esemplari: l’altro si trova agli Uffizi. Quello della Collezione Zani fu richiesto anche dal governo inglese: ci furono discussioni e solo nel 2005 Paolo Zani riuscì ad acquistarlo.
Insomma: la Casa Museo contiene tanta, tanta arte. Tanta, tanta storia. Ed è visitabile da tutti, su prenotazione. Per farlo si può visitare il sito internet o contattare il numero 030.2520479.




