Il maresciallo Ernesto Maccadò, protagonista di una quindicina di romanzi di Andrea Vitali, prolifico e amatissimo scrittore di Bellano che ha fatto del suo microcosmo lacustre una sorta di magico mondo piccolo alla Guareschi, arriverà a breve su Rai1 in una miniserie di quattro puntate. E arriverà domani a Librixia (alle 18 alla BCC Arena) scortato ovviamente dallo scrittore che venticinque anni dopo il grande successo del romanzo «Una finestra vista lago» è sempre presente in classifica in posti di riguardo.
L’ultimo romanzo dello scrittore è imperniato sulla grottesca vicenda di un paziente che deve subire l’amputazione di un piede. Per acconsentire all’intervento, l’uomo pone però una bizzarra condizione: l’arto non dovrà finire tra i rifiuti ospedalieri, ma essere inumato in terra benedetta, e lui stesso dovrà assistere al piccolo funerale. La richiesta mette inizialmente in crisi il chirurgo e la factotum della struttura, suor Anastasia. Entrambi finiscono per cedere, ma da quel momento si apre un’intricata fase pratica: tra problemi di conservazione e intoppi burocratici, quel «pezzettino» di anatomia umana scatenerà una serie di irresistibili impacci e colpi di scena.
Perché Maccadò, interpellato sull’argomento, fa un po’ il Pilato della situazione?
Innanzi tutto perché è suor Anastasia che gli sottopone il problema. E lo fa in modo furbo: anziché andare in caserma, onde evitare la cornice ufficiale della richiesta, va a casa del maresciallo all’ora di pranzo. E lui, che non è stupido, si rende conto della furbizia della suora. Quando poi ascolta il racconto capisce che non c’è niente di particolarmente grave in quello che hanno deciso di fare, ma l’avverte di fare attenzione per evitare chiacchiere e fare le cose per bene. Ma non diciamo cosa.
Qual è la principale caratteristica del maresciallo?
Secondo me è quello di avere un codice morale, lucido e preciso che lo guida nella vita. Un esempio: scopre che un uomo che ha fermato per un controllo viaggia con un documento falsificato. Il regolamento dell’Arma gli imporrebbe di arrestarlo, ma siccome viaggia per una ragione giusta - cioè sta scappando dal regime fascista - decide di dimenticarsi di avere addosso la divisa e o lascia andare. Questo è l’aspetto che mi piace di più di Maccadò: non si ferma alla superficie delle cose.

Vitali che tipo di giallista ritiene di essere, visto che nei suoi romanzi mancano i fiumi di sangue e i cadaveri?
Non mi sono mai ritenuto un giallista canonico: al massimo sono giallognolo. Mi piacciono i piccoli misteri del mondo ristretto della mia provincia. Nei miei libri non ci sono spargimenti di sangue, delitti, serial killer, anche perché il genere che io amo di più è la commedia.
Il maresciallo Ernesto Maccadò, è diventato protagonista di una fiction televisiva, impersonato dall’attore Antonio Folletto per la regia di Marco Pontecorvo: quattro appuntamenti in prima serata. Ha avuto modi di vederla? È soddisfatto?
Ho visto le puntate e mi hanno soddisfatto perché è stato mantenuto quel sapore comico che hanno le mie storie e ho percepito la liricità del racconto. Anche nella mimica degli attori, nel modo di porsi e di relazionarsi con gli altri c’è questa leggerezza tipica della commedia. Ci sono, certo, anche dei momenti critici che virano al giallo per rientrare subito in quell’ambito grottesco che ricorda la commedia all’italiana in bianco e nero. L’attore Antonio Folletto è un bel personaggio. Appena l’ho visto sono stato conquistato e ho immaginato il mio Maccadò come mai me l’ero immaginato prima.
Bellano, che le fornisce tante storie ai suoi romanzi, è rimasta sempre la tranquilla città degli anni in cui ha cominciato a scriverne e i pettegolezzi salavano ogni avvenimento?
Sempre meno, perché l’ambiente del lago ha cambiato volto. L’overtourism ha stravolto anche l’economia di Bellano, trasformandolo in un paese turistico che non era mai stato, costretto ad adattarsi a un flusso continuo di visitatori da tutto il mondo. Il microcosmo che racconto nei miei libri vive ormai soprattutto nell'immaginario ed è la ragione per cui amo percorrerlo nelle ore più tarde e silenziose della giornata: è in quel silenzio che la fantasia si amplia e può correre sfrenata
Da dove nasce la scintilla per queste storie?
Molti dei miei romanzi nascono leggendo le vecchie cronache sui giornali del passato, che a volte raccontano assurdità sconcertanti. In un quotidiano locale degli anni Trenta, ad esempio, veniva ipotizzato un contrabbando di banane dalla Svizzera. Non ho mai visto alberi di banano da quelle parti, ma probabilmente lì costavano molto meno e venivano trafficate dagli spalloni proprio come le sigarette. L’idea di un "contrabbandiere di banane" è una notizia spassosa, una miniera per l’immaginazione.
Il futuro di Maccadò?
Il nuovo romanzo con protagonista il celebre maresciallo è già pronto per uscire in libreria, in concomitanza con la programmazione della fiction televisiva. Il titolo sarà «Parola di Perpetua»: una scelta non casuale, dato che sarà proprio l’iconica figura a fornire a Maccadò l’indizio decisivo per risolvere un caso decisamente insolito.



