Cultura

Alberto Folonari, moderno mecenate che riscattò «Brescia ricca e ignorante»

Domani alle 11.30 nella piazzetta antistante la chiesa di Santa Maria della Carità, lungo via Musei la cerimonia di inaugurazione del monumento nel decennale della scomparsa
Alberto Folonari - © www.giornaledibrescia.it
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Domani alle 11.30 nella piazzetta antistante la chiesa di Santa Maria della Carità, lungo via Musei a Brescia, si svolgerà la cerimonia di inaugurazione del monumento dedicato ad Alberto Folonari nel decennale della scomparsa. La cerimonia sarà preceduta alle 10.30 dalla celebrazione di una messa di suffragio nella chiesa di Santa Maria della Carità.

Dal suo monumento in bronzo, Alberto Folonari ora può allargare lo sguardo su prospettive che danno significati particolari alla sua testimonianza. Via Musei corre dritta verso il Capitolium, il Corridoio dell’Unesco, e là in fondo Santa Giulia, fulcro di tanti progetti, ambiziose operazioni, fatiche e successi.

Davanti alla statua si incrociano due vie che scendono verso un altro luogo nevralgico della storia cittadina, dove opera la Congrega della Carità apostolica, cui una fondazione che porta il nome degli zii Guido e Angela ha affidato un piccolo tesoro per aiutare ragazzi bisognosi; migliaia di famiglie ne hanno beneficiato.

Poco distante, la sede dell’Ateneo, l’accademia che custodisce l’archivio Folonari, carte che raccontano due secoli di storia a livello nazionale ed europeo, tra costume e impresa. Basta una breve deviazione per giungere poi al palazzo davanti al Duomo vecchio, storica sede centrale del Credito Agrario Bresciano, e ora della Fondazione Cab - Istituto di cultura Giovanni Folonari, cabina di regia di mille disegni. Tornando nella piazzetta dove lo scultore Giuseppe Bergomi lo ha posto seduto su un rudere, può ammirare la facciata elegante della chiesa di Santa Maria della Carità, scrigno di bellezza barocca, rinata e splendente grazie ad un altro progetto fortemente voluto.

Mecenate

Luoghi, storie, impegni, generosità: Alberto Folonari ha incarnato pienamente, e alla sua inconfondibile maniera, sempre misurata nei toni e nei modi, la figura del mecenate. Uomo di impresa e banchiere, sulle orme del padre Nino e del nonno Italo, amministratore di istituzioni e promotore culturale di ampio respiro. Tra gli incarichi ricoperti in Consigli di amministrazione, quelli al Vittoriale degli Italiani, nella Fondazione iniziative zooprofilattiche e nell’Editoriale bresciana spa.

Monumentum: ammonire, ricordare. Non la fissità d’una statua, ma la vitalità d’un messaggio, posto nel decennale della sua scomparsa, a dire che opere e progetti hanno continuato il cammino. «Un richiamo al senso civico che ha guidato l’azione di Alberto Folonari. Un richiamo alla responsabilità che spetta a noi, e a quelli che ci seguiranno, di proseguire, migliorare e trasmettere l’eredità materiale e immateriale che le generazioni precedenti ci lasciano» dice Italo Folonari, figlio di Alberto e attuale presidente della Fondazione Cab. E aggiunge: «Credo che quest’opera e in particolare il luogo in cui è collocata, siano l’occasione per ricordare non solo una persona, ma un’intera generazione di amministratori della Fondazione. Donne e uomini che hanno interpretato con operosità e audacia le proprie attività private ma, allo stesso tempo, con altruismo e senso di responsabilità i ruoli ricoperti nelle istituzioni bancarie, editoriali, politiche e culturali della città». Lungo sarebbe l’elenco dei nomi e delle opere.

Bellezza

Brescia città d’arte, custode di patrimonio culturale mondiale, consapevole della sua storia e delle sue bellezze. Brescia da visitare, scoprire, conoscere. Brescia che sa farsi conoscere, intessendo visioni lungimiranti con competenze e risorse reali. La rimonta di Brescia contro il pregiudizio che la descriveva «ricca e ignorante» è iniziato da Santa Giulia e dalla sua trasformazione in Museo della città, progetto che deve alla Fondazione Cab lo slancio decisivo.

E poi la grande rassegna della riscoperta dei Longobardi, che ha posto documenti e reperti a sostegno delle suggestioni manzoniane per le trecce morbide di Ermengarda. È quindi venuta la stagione delle Grandi mostre con «Brescia, lo splendore dell’arte», che ha attirato l’attenzione internazionale. Il sostegno determinante alle origini è continuato nel tempo con Alberto Folonari presidente della Fondazione Cab per 23 anni, dal 1993 alla sua scomparsa nel 2016.

Nato nel 1937, terzogenito del cavalier Nino Folonari e di Evelina Ambrosi, Alberto Folonari, dopo la laurea in Scienze agrarie, è stato anzitutto imprenditore, nel solco della tradizione familiare. È stato anche un banchiere: presidente del Credito Agrario Bresciano dal 1993 al 1998; fra i protagonisti della fusione con Banca San Paolo e dei successivi passaggi che hanno portato alla nascita di Ubi Banca, di cui è stato vicepresidente del Consiglio di sorveglianza. Come la passione per il mare e lo sport hanno contraddistinto la sua giovinezza, l’impegno culturale ha segnato soprattutto la seconda parte della sua vita. La città lo ha onorato iscrivendo il suo nome nel Famedio al Vantiniano, la Congrega ne ha ricordato la generosità con una targa. Ora ecco il monumento, carico di simboli. Aere perennius. Più duraturo del bronzo - si auspica - il testimone raccolto nella continuità dei giorni.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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