Cucina

Osterie Slow Food, «El Licinsì» porta a Brescia la Chiocciola

Soddisfazione nel locale aperto da 10 anni in città. Confermato il riconoscimento a Tamì, Da Sapì e Al Resù. Cancellato, invece, il simbolo di tre insegne della provincia
I titolari dell'osteria cittadina premiata con la Chiocciola
I titolari dell'osteria cittadina premiata con la Chiocciola

Lui varesotto, lei milanese. Ma a tavola parlano bresciano stretto. Hanno lasciato computer e software per mettere le mani in pasta e oggi cucinano casoncelli di Barbariga, coniglio al forno, lumache e manzo all’olio, puntando sulle ricette della tradizione e sui prodotti del territorio. Una scommessa che profuma di successo: la loro osteria, «El Licinsì di Kilometrizero», ha conquistato la Chiocciola di Slow Food. «Siamo i primi a portarla in città», puntualizza lui, Dario Scolaro, soddisfatto.

Chi sì, chi no

A certificare il traguardo è la Guida «Osterie d’Italia 2027», presentata nei giorni scorsi a Torino. Un’edizione che rimescola le carte nella ristorazione bresciana: le osterie premiate con la Chiocciola scendono da sei a quattro. A conquistare per la prima volta l’ambito riconoscimento assegnato da Slow Food ai locali che si distinguono in modo particolare per l’ambiente, la cucina, l’accoglienza in sintonia con Slow Food è «El Licinsì», già da anni presente nella guida.

Tre le conferme: il Tamì di Collio, custode dei sapori della montagna; Da Sapì di Esine, dove la sostenibilità si traduce in attenzione all’ambiente, lotta agli sprechi e rispetto per chi lavora lungo tutta la filiera; e Al Resù di Lozio, dove la chef Greta Gemmi trasforma i profumi e i sapori del bosco in piatti creativi. Perdono invece la Chiocciola Le Frise di Artogne, il Finil del Pret di Comezzano Cizzago e l’Antica Trattoria Piè del Dos di Gussago, che da alcuni mesi ha cambiato gestione.

«Mi dispiace molto, non lo nascondo - commenta Simone Bianchetti del Finil del Pret -. È un riconoscimento a cui siamo profondamente legati, perché rappresenta il nostro lavoro e la nostra filosofia. Rispettiamo la decisione e continueremo a portare avanti con la stessa passione la nostra idea di osteria, fondata sulla valorizzazione del territorio».

Festa grande

Per tre Chiocciole che se ne vanno, ce n’è una che arriva. E all’osteria «El Licinsì» di via Monte Grappa è festa grande. «Il nostro locale si ispira da sempre alla filosofia di Slow Food - racconta il titolare -. La Chiocciola è un riconoscimento importante, per noi e per Brescia. La nostra provincia ha una straordinaria tradizione gastronomica, un patrimonio che merita di essere riscoperto e valorizzato».

Un tempo informatici, Dario Scolaro e la moglie Gabriella nel 2012 hanno deciso di cambiare vita, aprendo il negozio «Kilometrizero - Sapori bresciani e dintorni». Quattro anni dopo è nata l’osteria, che ora festeggia il suo decimo anniversario con la conquista dell’ambita Chiocciola.

Lui è ai fornelli, lei in sala. Quaranta coperti e una cucina bresciana, con piatti come lo «strachì parat», una crema di formaggio e cipolla accompagnata dalla polenta rustica con farina di Rovato.

Sapori autentici e ricette di un tempo, recuperate anche grazie ai libri e ai preziosi consigli del grande Marino Marini, cuoco e poi bibliotecario della prestigiosa scuola Alma di Colorno (Parma) fondata dal maestro Gualtiero Marchesi. Una proposta che parla ai bresciani, ma sa conquistare anche i turisti, portando in tavola l’identità gastronomica del territorio.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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