Con l’arrivo della primavera, il borgo di Adro si conferma una delle mete più affascinanti della Franciacorta, dove la sacralità delle festività si intreccia con il risveglio della natura e una vivace programmazione culturale. Aprile è d’altronde il mese della pianto della vite, il momento in cui la natura si risveglia nei filari che circondano il paese.
Ecco perché è da citare il Wine tour d’autore: le storiche cantine di Adro, come Ferghettina o Contadi Castaldi, offrono percorsi sensoriali che abbinano la visita alle spettacolari architetture ipogee alla degustazione del Franciacorta Docg. È questo il periodo ideale per godersi un calice in terrazza con vista sulle colline.
Escursionismo
Per gli amanti del movimento, i sentieri che partono dal centro di Adro conducono alla cima del Monte Alto. Da qui, la vista spazia dal lago d’Iseo fino agli Appennini nelle giornate più terse. Con i suoi 651 metri di altitudine, il Monte Alto non vanta vette alpine, ma la sua posizione isolata regala una vista che toglie il fiato. Nelle giornate terse di primavera o dopo un temporale estivo, lo sguardo spazia: a Nord le acque azzurre del lago d’Iseo con il profilo inconfondibile di Montisola, a Sud la scacchiera infinita dei vigneti di Franciacorta che sfuma nella Pianura Padana fino a scorgere gli Appennini, ad Ovest la sagoma del Monte Orfano e, in lontananza, i profili di Milano.
Una tappa obbligatoria per ammirare l’architettura e godere della pace del parco circostante, particolarmente suggestivo in primavera, è il Santuario della Madonna della Neve – uno dei luoghi di culto più cari ai bresciani.
La storia del Santuario affonda le radici nel 1519. La tradizione narra che l’8 luglio di quell’anno, la Vergine apparve a un giovane pastorello sordomuto, Battista Comino Galne, che stava pascolando il gregge. La Madonna gli affidò un messaggio di conversione per la comunità e, come segno miracoloso, gli restituì l’udito e la parola. Chiese inoltre che in quel luogo venisse edificata una chiesa.



