La Festa dei Fiori di Montisola si candida a diventare patrimonio Unesco
La storica Festa di Santa Croce di Monte Isola intraprende ufficialmente il cammino verso il riconoscimento internazionale. A Milano, in Regione Lombardia, è stata anticipata la scelta di candidare la celebre manifestazione a Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità (Unesco). L’annuncio a Palazzo Lombardia, che ospiterà fino al 30 settembre, nel foyer dell’ingresso N1, la «Dama dei Fiori».
Simbolo
Si tratta di una figura femminile a grandezza naturale vestita con 750 fiori in carta crespa realizzati a mano, presentata dagli assessori regionali Simona Tironi (Istruzione, Formazione e Lavoro) e Francesca Caruso (Cultura), insieme alla consigliera comunale di Ospitaletto, Marisa Archetti. L’opera, creata dagli artisti Cinzia Pasquali e Gabriele Scarpellini di Ospitaletto, rappresenta la bellezza sacra che protegge la comunità e l'energia vitale di una tradizione che affonda le sue radici nel lontano 1836.

L'esposizione nasce dall'ultima edizione della Festa di Santa Croce, che lo scorso settembre ha trasformato Montisola in una distesa di fiori di carta. L'evento, che si tiene ogni cinque anni, trasforma i borghi dell’isola in un giardino incantato grazie a centinaia di migliaia di fiori realizzati a mano dai residenti, simbolo di una fede condivisa e di una sapienza artigianale tramandata di generazione in generazione.
In Regione
«Sono rimasta affascinata dalla bellezza dei fiori e delle opere esposte, frutto del lavoro corale di donne e uomini che mantengono un livello artistico altissimo – ha detto l’assessora regionale Simona Tironi –. Ho fortemente voluto che una di queste creazioni fosse esposta in Regione affinché chiunque, da oggi, possa apprezzare la Dama e la storia secolare che porta con sé».
L’assessore Francesca Caruso ha invece posto l’accento sulla valenza strategica della candidatura Unesco e della valorizzazione dei borghi: «Quest’opera rappresenta al meglio le nostre politiche: incoraggiare cittadini e turisti a scoprire angoli spettacolari e spesso poco conosciuti della Lombardia. Il nostro obiettivo è uscire dai luoghi comuni per incontrare nuove ed autentiche espressioni culturali».
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