Ad Adro e Torbiato il benessere è integrato

Daniele Piacentini
Il sindaco Moretti: «Dall’ambiente alle strade fino alla sicurezza»: ecco la qualità della vita in questa comunità
Comunità. Un paese costantemente cresciuto
 nel tempo
Comunità. Un paese costantemente cresciuto nel tempo
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La Qualità della vita ha ripreso il suo cammino: una presenza che in questo 2026 sarà più corposa che in passato. Ma è ancora presto per svelare le tante, tantissime novità che metteremo in campo. Intanto abbiamo iniziato un viaggio tra i Comuni bresciani, per commentare i dati emersi dalla nostra ricerca ma non solo.

I 7.150 residenti di Adro e Torbiato «rappresentano storicamente due comunità molto unite, un fattore molto prezioso. Noi stiamo lavorando per rafforzare questo senso di partecipazione, sviluppando sensibilità che in precedenza non erano state valorizzate. Pensiamo ai giovani, all’ambiente e al coinvolgimento di tutte le fasce, generazionali e non, della popolazione». Così Davide Moretti, 39 anni, sindaco di Adro dall’estate 2024.

In questo anno e mezzo a palazzo Bargnani Dandolo «abbiamo iniziato a sviluppare l’idea di un benessere integrato, che abbracci ogni ambito della vita delle nostre comunità». Questo ha significato da un lato «intervenire sulla gestione del verde e dell’ambiente», un ambito prezioso per il borgo della Franciacorta, che comprende all’interno del proprio territorio un’ampia porzione del polmone verde del Monte Alto. «Dall’altro lato abbiamo la volontà di garantire la sicurezza a 360 gradi. In questo senso va il potenziamento del Corpo intercomunale di Polizia locale con Corte Franca», da pochi giorni guidato da un nuovo comandante, Graziano Belloni. «Siamo convinti – prosegue Moretti – che la collaborazione tra Comuni sia la strada giusta per la tutela della sicurezza, della legalità e della vivibilità del territorio».

Rete

In questa direzione vanno anche i fili intrecciati con altri territori limitrofi, a partire dal tavolo di confronto con Palazzolo e Capriolo per la variante di via Genova, attesa da anni. «I rapporti con i Comuni vicini sono fondamentali per un paese come il nostro. La variante di via Genova è solo l’inizio di un percorso che speriamo sia produttivo per tutti i territori e chi li abita, Adro e Torbiato in primis». Dentro il borgo, invece, «l’obiettivo – di certo ambizioso – è quello di fare rinascere i centri storici, con attività che c’erano, altre che potrebbero arrivare e soprattutto favorendo le persone che vogliono abitarci». In primis i giovani, già coinvolti da una Consulta ad hoc.

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