Il camp praticamente non era neppure iniziato. I genitori avevano appena accompagnato i bambini che poi si sarebbero fermati per tutta la settimana. Mentre stavano giocando non li hanno più visti e immediatamente si sono messi a cercarli. Li hanno trovati pochi minuti dopo, nella camera di uno degli istruttori in atteggiamenti che soni parsi inequivocabili. Li hanno subito portati via e si sono presentati dai carabinieri a fare denuncia.
Si trova ora in carcere il 40enne bresciano, maestro di un’attività sportiva, che è stato arrestato dopo che tre diverse famiglie hanno puntato il dito nei suoi confronti per violenza sessuali sui loro figli che hanno tra 9 e 10 anni.
I bambini si erano scritti ad un camp di una settimana dedicato all’attività promossa dall’associazione di cui il maestro fa parte che si sarebbe dovuto tenere in un albergo del Gaver, in territorio del comune di Bagolino, e al quale, recita il volantino con cui si pubblicizzavano le iscrizioni, avrebbe partecipato anche un maestro che è anche esperto di trekking e metal coach.
Le accuse
Secondo quanto le famiglie hanno fatto mettere a verbale l’istruttore, domenica 26 luglio, poche ore dopo l’apertura del camp, quando ancora genitori e accompagnatori non erano ripartiti, avrebbe attirato i bambini nella camera d’albergo che occupava come ospite e lì li avrebbe molestati, arrivando anche a farli spogliare e palpeggiarli. Una condotta interrotta solo dall’arrivo degli adulti, allarmati dal fatto di non avere più sotto controllo i figli.
Nelle ore successive la Procura della Repubblica ha aperto un fascicolo per violenza sessuale aggravata, affidato al sostituto Flavio Mastrototaro. Il magistrato ha raccolto tutti gli elementi disponibili per avere un riscontro a quanto messo in denuncia: seguendo tutte le procedure previste per casi di questo tipo le piccole vittime sono state ascoltate in ambiente protetto e alla presenza di psicologi e i loro racconti ritenuti credibili e tra loro coerenti, tanto che il Gip ha accolto la richiesta di misura cautelare avanzata dalla Procura e imposto per il 40enne la custodia in carcere.
Le indagini
Nel corso delle indagini Carabinieri e Magistratura hanno anche accertato che lo stesso soggetto in passato era già stato condannato, una volta dal Tribunale di Trento e una da quello di Paola, in provincia di Cosenza, per vicende analoghe. Non solo. A lui erano state imposte prescrizioni tali che avrebbero dovuto impedire che avesse ulteriori contatti con i minori ma evidentemente non hanno funzionato e lui stesso è riuscito ad aggirarle. Come sia stato possibile che si sia trovato con dei bambini è ancora da stabilire.
Il maestro, dai suoi profili social, rilanciava il volantino dell’associazione con la quale stava collaborando e pubblicava foto e video dei camp degli anni precedenti. Il 40enne poi spiega nel dettaglio come il suo metodo di insegnamento permetta rapidamente a tutti, anche ai bambini, di imparare la disciplina e ottenere buoni risultati nelle competizioni. Nelle prossime ore l’uomo sarà sottoposto all’interrogatorio di garanzia e potrà fornire la propria versione dei fatti ed eventualmente chiedere che venga tolta o modificata la misura cautelare a suo carico.




