Cronaca

Vigili del Fuoco sui laghi bresciani, l’appello: «Mancano uomini e mezzi»

La fotografia dei sindacati inquadra situazioni molto differenti per Iseo, Garda e Idro. Le criticità principali fra Eridio e Benaco, con il rischio che a restare scoperto in caso di emergenza sia un quarto del territorio provinciale
Gianluca Gallinari

Gianluca Gallinari

Caporedattore

Vigili del Fuoco durante un intervento sul Garda - Foto Vigili del Fuoco © www.giornaledibrescia.it
Vigili del Fuoco durante un intervento sul Garda - Foto Vigili del Fuoco © www.giornaledibrescia.it

Tre laghi, tre situazioni distinte. Un’unica granitica certezza: il servizio antincendio in acqua compete esclusivamente ai Vigili del Fuoco. E sono proprio i sindacati del Comando provinciale di Brescia - Conapo, Cisl, Uil, Cgil e Usb - a farsi portavoce della necessità di maggiori risorse e personale. In generale per il territorio bresciano, nello specifico per garantire la sicurezza in una provincia che conta ben tre laghi e un afflusso di turisti nella stagione estiva che moltiplica esponenzialmente presenze e rischi connessi a balneazione e navigazione da diporto.

A riassumere il quadro della situazione per Benaco, Sebino e Eridio è il caposquadra esperto Matteo Angeletti, delegato provinciale Usb. Lo scenario come detto è molto differente da lago a lago.

Sul Garda

«Sul Garda - spiega Angeletti - c’è un’imbarcazione in acqua, ma non una squadra nautica». Tradotto: se scoppia un incendio su un natante, la squadra in turno al distaccamento di Salò deve raggiungere via terra l’imbarco (di fronte a piazza Baden Powell, a poco meno di 3 km, che lievitano a molti di più se per caso la partenza è già altrove per un precedente intervento...), salire e salpare. «La barca può ospitare fino a 4 persone soccorse ed è munita di una motopompa da 20 metri di gittata, non molto per un lago in cui navigano motoscafi lunghi anche 15 metri, per non parlare dei traghetti, mezzi dotati di sistemi antincendio di certo efficienti, ma sui quali ogni estate viaggiano migliaia di passeggeri».

Il potenziamento del servizio sarebbe dunque fondamentale per garantire la sicurezza. Ma mancano i fondi: «Per Roma il servizio dev’essere assicurato dalle comunità locali. Ma al momento per i Vigili del Fuoco non sono state individuate, diversamente per quanto avvenuto per altre realtà operative».

L’assenza di una squadra nautica – cioè di personale stabilmente dedicato al solo servizio in acqua sul Benaco, quantomeno nei mesi estivi – ha una ricaduta anche per il resto del territorio: «Il distaccamento di Salò garantisce la copertura di circa un quarto del territorio provinciale: da Sirmione a Paitone fino a Gargnano e Limone. Spesso nei giorni feriali i distaccamenti volontari non assicurano le partenze tra le 8 e le 18 e se il personale di Salò si trova a dover gestire un incendio in mezzo al lago, tutto il resto del territorio servito resta totalmente scoperto».

La barca dei Vigili del Fuoco attraccata a Salò - Foto Vigili del Fuoco © www.giornaledibrescia.it
La barca dei Vigili del Fuoco attraccata a Salò - Foto Vigili del Fuoco © www.giornaledibrescia.it

Lo scenario eventuale in una qualsiasi domenica agostana, col traffico a complicare il quadro, è a dir poco inquietante. Le sole alternative sono quelle offerte dal personale degli altri Comandi interessati dal Garda, quello veronese con il distaccamento di Bardolino, e quello tridentino con Riva, dove è sì presente una imbarcazione di livello superiore, ma le distanze da percorrere bastano a dilatare e di molto i tempi del servizio.

Sul lago d’Idro

La situazione se possibile si aggrava se si fa rotta sul lago d’Idro: qui non esiste nulla. Non un’imbarcazione, né tanto meno una squadra nautica. E a chi compete il servizio antincendio in caso di necessità? Allo stesso distaccamento di Salò che deve far fronte al Garda, con il ripetersi di tutte le criticità già evidenziate analizzando la situazione del Benaco. «E un tempo di percorrenza per raggiungere le rive dell’Eridio non inferiore ai 30 minuti» chiosa il sindacalista, sulla base peraltro di due casi recentissimi di annegamento, sfiorato l’uno e purtroppo concretizzatosi nel peggiore degli epiloghi possibili il secondo.

Sul lago d’Iseo

Il quadro si fa per fortuna più confortante sul lago d’Iseo. «Grazie al coinvolgimento di Autorità di Bacino e alla collaborazione del Comando di Bergamo qui durante il periodo estivo operano 3-4 unità dedicate in regime di servizio straordinario, con una imbarcazione munita di motopompa sempre in acqua e pronta all’uso». Qui i Vvf possono esprimere anche un soccorso sanitario di base, oltre ovviamente al compito primario dell’antincendio.

Vigili del fuoco in azione sul lago d'Iseo - © www.giornaledibrescia.it
Vigili del fuoco in azione sul lago d'Iseo - © www.giornaledibrescia.it

L’appello alla politica

La situazione non sfugge certo al Comandante provinciale, ing. Luigi Diaferio, che assieme ai rappresentanti delle sigle sindacali citate ha condiviso le criticità in un recente incontro con il prefetto Andrea Polichetti. «Se in generale - prosegue Angeletti -, specie considerata la legittima difficoltà dei distaccamenti volontari a garantire la copertura del servizio nelle fasce diurne dei giorni feriali, urge l’apertura di due distaccamenti permanenti a est e ovest nel territorio provinciale, sul fronte laghi il prefetto si è assunto l’impegno a rappresentare la situazione alla politica locale in vista del prossimo autunno, per quando è prevista una graduatoria nazionale con l’assegnazione di nuovo personale. Il Comando invece garantirà uno studio tecnico sulle principali criticità, anche in fatto di percorrenze e tempi di intervento».

L’appello dunque è rivolto alla politica per dissipare quella che le organizzazioni sindacali indicano come amarezza di fronte ad un servizio che «non ci pare adeguato a una provincia come Brescia. Non ci piace gridare alla possibile catastrofe» assicurano, ma la sottovalutazione dei rischi non è mai foriera di buoni esiti.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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