Cronaca

Turismo: Garda ancora sotto assedio ma gli ospiti si fermano sempre meno

Negli ultimi anni il calo dei giorni di permanenza sulle rive del Benaco si è attestato al 10%, la media è di circa 4 notti
Nicolò Rizzardi
Il lago di Garda conferma il suo fascino turistico
Il lago di Garda conferma il suo fascino turistico

Come accade puntualmente ogni anno con l’inizio della stagione turistica, il massiccio afflusso di visitatori ha sollevato alcune polemiche nei Comuni del Garda bresciano, legate – in particolare – al fenomeno dell’overtourism. Voci che sono state poi seguite da secche smentite e differenti prese di posizione.

Nell’impossibilità di riconciliare le parti, l’analisi dei numeri aiuta a far luce su un fenomeno complesso e «fluido» qual è il turismo. I dati pubblicati dall’Osservatorio regionale sul turismo mostrano che, nel triennio 2023-2025, i 13 Comuni bresciani affacciati sul Garda hanno registrato un aumento degli arrivi pari all’8%.

La spiaggia Giamaica a Sirmione
La spiaggia Giamaica a Sirmione

Tradotto in cifre, si tratta di oltre 2 milioni 135 mila turisti che hanno pernottato almeno una notte presso una struttura ricettiva gardesana, il 72% dei quali di origine straniera.

Le presenze

Leggermente inferiore è invece la crescita delle presenze nel triennio, ovvero il numero di notti complessive effettivamente trascorse dai turisti nelle strutture: si registra un +5% - pari a circa 8.602.000 pernottanti annuali – a fronte di una media nazionale del 6,3%. Si rileva anche - nel 2025 - una permanenza media di 4,3 giorni a testa. Va detto che quest’ultimo dato risulta in costante calo: sul Garda bresciano parliamo di una diminuzione di oltre il 10% in tre anni, ben superiore al -3,7% registrato a livello nazionale.

Al di là del numero specifico, va detto che la vera differenza nei giorni medi di pernottamento sul Garda è data dalle due macro-tipologie di turisti pernottanti: si contano 2,78 giornate di media per gli italiani e 4,88 per gli stranieri. Tutto ciò indica una propensione maggiore per i visitatori stranieri a pernottare più a lungo sul Garda rispetto al turismo italiano, che è maggiormente orientato a visitare il territorio nei fine settimana estivi e durante i ponti festivi.

Vacanze sempre più brevi anche sul Garda
Vacanze sempre più brevi anche sul Garda

E proprio da quest’ultima considerazione è possibile trarre lo spunto per una riflessione sulle altre due tipologie di visitatori che affollano i Comuni gardesani. Da un lato, appare in costante crescita - anche se di difficile quantificazione - il numero di coloro che trascorre il fine settimana nelle seconde case sparse lungo la costa. Inoltre, è dato in crescita anche il fenomeno dei visitatori giornalieri: si tratta di turismo «mordi e fuggi», con viaggiatori provenienti da altre zone della provincia o dai territori limitrofi che scelgono di trascorrere una giornata al lago. Turisti pernottanti, seconde case e visitatori giornalieri, quindi.

Scenari

Ma cosa differenzia maggiormente queste tre tipologie? Senza dubbio la ricaduta economica per i territori, che sarà tanto maggiore quanto i turisti rimarranno alloggiati nelle strutture ricettive e resteranno in zona, a fronte di un impatto invece molto inferiore generato dai visitatori giornalieri. Ciò che invece accomuna le tre forme di turismo sono gli effetti negativi sulla viabilità stradale e sulla pressione esercitata dall’uomo sull’ambiente naturale del Garda, andando ad impattare direttamente sulla qualità della vita dei cittadini residenti.

Spiagge affollate soprattutto nei fine settimana
Spiagge affollate soprattutto nei fine settimana

Ciò a cui si sta assistendo sulle sponde del Garda non è quindi un fenomeno di overtourism in senso stretto, bensì un fenomeno di congestione stagionale. La concentrazione di visitatori si registra in un numero ristretto di giorni - tipicamente i fine settimana - nell’arco dei pochi mesi estivi.

Nel corso dell’anno, a momenti di grande affollamento seguono periodi di relativa calma, con effetti potenzialmente negativi anche sulla pianificazione del lavoro delle attività commerciali. Come in altre realtà italiane o internazionali interessate da massicci flussi di turisti in arrivo (come non ricordare il caso emblematico di Venezia?), quello del Garda è il racconto di un territorio che, da alcuni anni, fatica sempre più a trovare un giusto equilibrio tra le esigenze dei visitatori, i diritti e i bisogni dei residenti, e le necessità degli operatori del settore turistico. L’urgenza, quindi, è di creare sinergie tra gli operatori del settore e le istituzioni pubbliche coinvolte, nel tentativo di migliorare la regolazione dei flussi di visitatori che scelgono le bellezze architettoniche e paesaggistiche del Garda per trascorrere le vacanze e il proprio tempo libero.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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