Come accade puntualmente ogni anno con l’inizio della stagione turistica, il massiccio afflusso di visitatori ha sollevato alcune polemiche nei Comuni del Garda bresciano, legate – in particolare – al fenomeno dell’overtourism. Voci che sono state poi seguite da secche smentite e differenti prese di posizione.
Nell’impossibilità di riconciliare le parti, l’analisi dei numeri aiuta a far luce su un fenomeno complesso e «fluido» qual è il turismo. I dati pubblicati dall’Osservatorio regionale sul turismo mostrano che, nel triennio 2023-2025, i 13 Comuni bresciani affacciati sul Garda hanno registrato un aumento degli arrivi pari all’8%.

Tradotto in cifre, si tratta di oltre 2 milioni 135 mila turisti che hanno pernottato almeno una notte presso una struttura ricettiva gardesana, il 72% dei quali di origine straniera.
Le presenze
Leggermente inferiore è invece la crescita delle presenze nel triennio, ovvero il numero di notti complessive effettivamente trascorse dai turisti nelle strutture: si registra un +5% - pari a circa 8.602.000 pernottanti annuali – a fronte di una media nazionale del 6,3%. Si rileva anche - nel 2025 - una permanenza media di 4,3 giorni a testa. Va detto che quest’ultimo dato risulta in costante calo: sul Garda bresciano parliamo di una diminuzione di oltre il 10% in tre anni, ben superiore al -3,7% registrato a livello nazionale.
Al di là del numero specifico, va detto che la vera differenza nei giorni medi di pernottamento sul Garda è data dalle due macro-tipologie di turisti pernottanti: si contano 2,78 giornate di media per gli italiani e 4,88 per gli stranieri. Tutto ciò indica una propensione maggiore per i visitatori stranieri a pernottare più a lungo sul Garda rispetto al turismo italiano, che è maggiormente orientato a visitare il territorio nei fine settimana estivi e durante i ponti festivi.

E proprio da quest’ultima considerazione è possibile trarre lo spunto per una riflessione sulle altre due tipologie di visitatori che affollano i Comuni gardesani. Da un lato, appare in costante crescita - anche se di difficile quantificazione - il numero di coloro che trascorre il fine settimana nelle seconde case sparse lungo la costa. Inoltre, è dato in crescita anche il fenomeno dei visitatori giornalieri: si tratta di turismo «mordi e fuggi», con viaggiatori provenienti da altre zone della provincia o dai territori limitrofi che scelgono di trascorrere una giornata al lago. Turisti pernottanti, seconde case e visitatori giornalieri, quindi.
Scenari
Ma cosa differenzia maggiormente queste tre tipologie? Senza dubbio la ricaduta economica per i territori, che sarà tanto maggiore quanto i turisti rimarranno alloggiati nelle strutture ricettive e resteranno in zona, a fronte di un impatto invece molto inferiore generato dai visitatori giornalieri. Ciò che invece accomuna le tre forme di turismo sono gli effetti negativi sulla viabilità stradale e sulla pressione esercitata dall’uomo sull’ambiente naturale del Garda, andando ad impattare direttamente sulla qualità della vita dei cittadini residenti.

Ciò a cui si sta assistendo sulle sponde del Garda non è quindi un fenomeno di overtourism in senso stretto, bensì un fenomeno di congestione stagionale. La concentrazione di visitatori si registra in un numero ristretto di giorni - tipicamente i fine settimana - nell’arco dei pochi mesi estivi.
Nel corso dell’anno, a momenti di grande affollamento seguono periodi di relativa calma, con effetti potenzialmente negativi anche sulla pianificazione del lavoro delle attività commerciali. Come in altre realtà italiane o internazionali interessate da massicci flussi di turisti in arrivo (come non ricordare il caso emblematico di Venezia?), quello del Garda è il racconto di un territorio che, da alcuni anni, fatica sempre più a trovare un giusto equilibrio tra le esigenze dei visitatori, i diritti e i bisogni dei residenti, e le necessità degli operatori del settore turistico. L’urgenza, quindi, è di creare sinergie tra gli operatori del settore e le istituzioni pubbliche coinvolte, nel tentativo di migliorare la regolazione dei flussi di visitatori che scelgono le bellezze architettoniche e paesaggistiche del Garda per trascorrere le vacanze e il proprio tempo libero.



