Cronaca

Trenta milioni per «cancellare» i due passaggi a livello di Brescia

La Loggia avrà la regia di progettazione e cantieri: via Cremona sarà pronta nel 2030, via Ziziola nel 2032. Manzoni: «Firmata la convenzione con Ferrovie, se serviranno più fondi saranno integrati sempre da Rfi». Iniziato il confronto con i Cdq sulla nuova viabilità
Auto in coda al passaggio a livello di via Cremona - © www.giornaledibrescia.it
Auto in coda al passaggio a livello di via Cremona - © www.giornaledibrescia.it

A Brescia gli ultimi due passaggi a livello hanno una data di scadenza. Ma per liberarsi delle sbarre di via Cremona e via Ziziola bisognerà aspettare dicembre 2030 e ottobre 2032. La novità non è soltanto nel calendario: Rete ferroviaria italiana mette sul tavolo 30 milioni di euro e affida alla Loggia progettazione e cantieri. Il Comune si prende la regia, con le responsabilità che comporta, ma anche la possibilità di incidere sulle scelte.

La convenzione, approvata dalla Giunta e sottoscritta con Rfi, anticipa il più ampio potenziamento della Brescia-San Zeno-Ghedi: raddoppio dei binari, eliminazione dei passaggi a livello e nuova fermata a Porta Cremona. Per ora, però, i fondi certi sono quelli destinati ai due sottopassi, previsti dal Contratto di programma 2022-2026 tra Rfi e ministero delle Infrastrutture.

Cosa prevede l’iter

«Ci prendiamo in casa un lavoro complesso» riconosce il vicesindaco e assessore alla Mobilità, Federico Manzoni. È il punto politico dell’intesa: anziché lasciare alle Ferrovie l’intera operazione, la Loggia studierà le alternative, concordandole con Rfi. E non è un dettaglio: l’ipotesi ferroviaria iniziale prevedeva di alzare i binari di 1,80 metri, una soluzione dall’impatto tutt’altro che trascurabile in un quartiere già costruito.

Auto in coda davanti al passaggio a livello di via Ziziola - © www.giornaledibrescia.it
Auto in coda davanti al passaggio a livello di via Ziziola - © www.giornaledibrescia.it

«Dobbiamo lavorare di cesello» spiega Stefano Sbardella, responsabile del settore Mobilità. Per questo, nei prossimi sei mesi si confronteranno le soluzioni per entrambi gli attraversamenti, verificando costi, fattibilità e conseguenze sulla circolazione. Nei sei successivi si approfondirà invece il progetto di via Cremona.

Ancora da stabilire, dunque, se si possa evitare di rialzare la ferrovia. E, soprattutto, se i 30 milioni al momento ipotizzati basteranno. Se così non fosse, comunque, il vicesindaco rassicura: «L’eventuale differenza finanziaria dovrà essere coperta da Rfi e questo all’interno della convenzione siglata è ben chiarito». La Loggia ha in sostanza la regia del lavoro tecnico, amministrativo e politico. Le Ferrovie hanno invece la responsabilità di saldare il conto.

Tempi e modifiche alla viabilità

La precedenza spetta a via Cremona, percorsa ogni giorno da 6-7mila veicoli, pur dopo un calo del 20% registrato negli ultimi anni. L’obiettivo è un sottopasso per auto, pedoni e biciclette, utilizzabile anche dagli autobus: il servizio resterà, sebbene la linea 2 sarà riorganizzata con l’arrivo del tram. L’avvio del cantiere è previsto sul finire del 2028, con due anni di lavori e apertura nel dicembre 2030. Solo allora scoccherà il via dei lavori in via Ziziola, cantieri da concludere nell’ottobre 2032: due cantieri simultanei metterebbero in difficoltà la viabilità.

Da sinistra, il vicesindaco Federico Manzoni e Stefano Sbardella - © www.giornaledibrescia.it
Da sinistra, il vicesindaco Federico Manzoni e Stefano Sbardella - © www.giornaledibrescia.it

«Il sottopasso comporterà anche modifiche, per quanto contenute, alla viabilità locale» avverte Sbardella. Il confronto con i Consigli di quartiere è già avviato (il «precedente» è via Rose, ma qui la sfida è più impegnativa). Il primo banco di prova arriverà ben prima del 2030: capire come eliminare una barriera ferroviaria senza costruirne, nel frattempo, un’altra nel quartiere.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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