Dai 170 chilometri di percorsi ciclabili censiti alla fine dello scorso anno ai 265 disegnati dal Biciplan. Ma la crescita della città a misura di bicicletta non passa soltanto dai chilometri: nel 2026 le rastrelliere hanno superato quota mille, mentre Bicimia viaggia verso le cento postazioni e si allarga la rete della segnaletica dedicata. «L’infrastruttura è necessaria, ma non è sufficiente», sintetizza il vicesindaco Federico Manzoni.
Il Biciplan
Il Biciplan, approvato nel 2023 con un orizzonte decennale, poggia su tre pilastri. Il primo è la rete, quindi i percorsi e la loro continuità. Il secondo comprende i servizi, dal bike sharing alla sosta fino alla segnaletica. Il terzo è la diffusione di una cultura della bicicletta attraverso iniziative ed educazione, anche nelle scuole. L’obiettivo è far sì che le due ruote non siano soltanto uno strumento per il tempo libero: «Vogliamo spingere sempre di più perché la bicicletta sia un mezzo della quotidianità», spiega Manzoni.
Anche per questo il conto dei chilometri non coincide soltanto con quello delle piste separate dalla carreggiata. Circa 30 chilometri si trovano all’interno delle zone 30, dove la riduzione della velocità consente la convivenza tra biciclette e auto. «Quando il differenziale di velocità è molto elevato serve una ciclabile protetta – osserva il numero due di Palazzo Loggia –. In una zona 30 ben progettata e rispettata, invece, la bicicletta può muoversi in sicurezza anche in uno spazio condiviso».

Nuove zone 30 e completamento degli assi esistenti contribuiranno quindi ad avvicinare il traguardo dei 265 chilometri. Un’altra occasione arriverà dal tram: lungo il suo tracciato saranno ricavati percorsi ciclabili oppure, dove gli spazi non lo consentiranno, saranno individuati itinerari paralleli.
Un ruolo centrale spetta alla Greenway del Mella, pensata per tenere insieme fruizione ricreativa e spostamenti quotidiani. Nel 2026 sono stati completati alcuni interventi finanziati dal Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza), con tratti pavimentati e illuminati per renderli accessibili a biciclette diverse e utilizzabili anche nelle ore serali. Altri tasselli arriveranno progressivamente.
Mille rastrelliere
Ma una città ciclabile si misura anche quando bisogna lasciare la bici. Con le ultime installazioni Brescia ha superato le mille rastrelliere, prevalentemente del modello che consente di assicurare sia ruota sia telaio. Sono tutte georeferenziate e visibili nell’applicazione di Brescia Mobilità («Bresciapp!»). «Continuiamo a investire perché vediamo che è un servizio molto richiesto, anche dai Consigli di quartiere», sottolinea Manzoni.
Cresce anche Bicimia, il servizio di bike sharing nato nel 2008 e arrivato a 98 postazioni. La soglia delle cento è ormai vicina e l’espansione dovrà dialogare anche con il futuro tram, replicando l’integrazione già sperimentata con la metropolitana. Una bici disponibile alla fermata, sottolinea Manzoni, amplia sensibilmente il raggio d’azione del trasporto pubblico.
Nel frattempo si lavora sulla segnaletica ciclabile, con cartelli dedicati a direttrici, distanze e punti di interesse, mentre nuovi contabiciclette si affiancheranno a quello già attivo in via Volturno. Si tratta di strumenti che servono a misurare quanto le due ruote siano utilizzate davvero. Perché la scommessa, oltre i 265 chilometri, è proprio questa: trasformare una somma di percorsi in un sistema capace di accompagnare gli spostamenti di ogni giorno.


