È stata una prima settimana a due facce e a due velocità quella trascorsa sugli autobus della città e della provincia con il riavvio delle attività scolastiche. Perché se la rete urbana di Brescia Trasporti ha tenuto, le linee extraurbane gestite da Arriva (penalizzata da carenza di personale) hanno registrato forti criticità.
Da lunedì 14 a venerdì 18 settembre le corse saltate sono state circa un centinaio, con criticità puntuali e singole interruzioni. A soffrire per tutta la settimana sono stati soprattutto il quadrante Garda e Valtenesi (con le direttrici Salò-Brescia, Salò-Gardone Riviera e Portese-Brescia) e il quadrante Ovest (Franciacorta/Sebino/Bassa Occidentale) con l’asse Rovato-Cazzago-Chiari pesantemente colpito dai disservizi diffusi del 16 settembre. Ma segnalazioni di disagi per ritardi o soppressioni sono arrivate lungo le linee Brescia-Fiesse/Pralboino, Idro-Vestone, Brescia-Monticelli Brusati e lungo la direttrice Quinzano-Brescia.
Il quadro
La giornata nera è stata quella di mercoledì 16 settembre, quando le assenze per malattia sommate alla già citata carenza di personale hanno mostrato ancora una volta la grande falla del sistema locale dei trasporti su gomma in provincia. Insomma, non è stato l’inizio peggiore dell’anno scolastico per la mobilità pubblica bresciana ma i problemi restano cronici come un convitato di pietra del quale sembra impossibile sbarazzarsi una volta per tutte.
Ma siamo solo all’inizio. «Per avere un prospetto più definito bisognerà attendere i prossimi giorni, sulla base degli orari e delle abitudini di uso degli studenti», ribadisce il presidente dell’Agenzia del Tpl di Brescia Giancarlo Gentilini. È proprio l’imprevedibilità delle aperture delle scuole in questa fase transitoria – caratterizzata da orari ridotti, supplenze e cattedre scoperte – a definire il funzionamento del trasporto su gomma. Ecco perché l’Agenzia del Tpl invita ad utilizzare «Google Maps in modo strutturato e costante: dall’inizio di quest’anno scolastico anche per le linee extraurbane è infatti possibile verificare gli orari in tempo reale delle corse sulla nota app. Inoltre il sito di Arriva è costantemente aggiornato».
Aspettative
Per le prossime settimane, emerge da un report della stessa Agenzia, si confida in un rientro delle criticità a seguito del reperimento di 8/9 nuovi autisti tra settembre e ottobre e dell’affidamento di ulteriori corse a sub-affidatari già contrattualizzati e ritenuti affidabili.
D’altronde a Brescia come nel resto d’Italia il comparto sta affrontando una crisi strutturale senza precedenti: secondo i dati più recenti delle associazioni di categoria, in Italia mancano tra gli 8.000 e i 10.000 conducenti di autobus. Una voragine di personale che si traduce – quotidianamente – in corse soppresse, disagi per i pendolari e turni massacranti per chi resta. Il cortocircuito che ha reso la professione non più attrattiva nasce da una combinazione di fattori economici, burocratici e di sicurezza.
Retribuzioni
Nonostante i tentativi di rinnovo del Contratto Nazionale Autoferrotranvieri, gli stipendi d’ingresso per un neo-assunto faticano a superare i 1.300-1.400 euro netti al mese. A fronte del picco del costo della vita, soprattutto nelle grandi città del Centro-Nord, questa retribuzione non permette più una sussistenza dignitosa. Ma per salire alla guida di un mezzo pubblico l’investimento economico iniziale richiesto a un giovane oscilla tra i 3.000 e i 5.000 euro. Una barriera d’accesso altissima per un lavoro che, di fatto, risulta sottopagato.
Per affrontare questo problema in Brescia Trasporti si prova a investire sulle scuole di formazione, con qualche risultato. Ma poi ci sono lo stress cronico e l’emergenza sicurezza a bordo: uno studio promosso dalla European Transport Workers’ Federation (ETF) ha rivelato che il 66% dei conducenti dichiara di guidare regolarmente in condizioni di forte affaticamento psicofisico.




