Cronaca

Tragedia al rally 1000 Miglia, sotto la lente i freni della Skoda

Disposta la consulenza sull’auto che sabato a Casto, durante la gara, ha ucciso Francesco De Pasquale
Una frenata nel punto in cui la Skoda numero 42 è uscita di strada
Una frenata nel punto in cui la Skoda numero 42 è uscita di strada

Sotto la lente i freni e tutto l’impianto frenante. Ce li metteranno nei prossimi giorni i tecnici incaricati dalla Procura della Repubblica di una consulenza tecnica per fare luce sull’incidente che nel primo pomeriggio di sabato si è portato via Francesco De Pasquale, il 63enne appassionato di rally falciato e ucciso tra Casto e Bione dalla vettura condotta da Alessandro Zorzi, poco dopo il traguardo della sesta prova speciale del 1000 Miglia.

Consulenti e testimoni

Il sostituto procuratore Francesco Sussarellu, che ha aperto un fascicolo per omicidio colposo e vi ha iscritto il nome del pilota della Erreeffe team di Mantova, vuole stabilire se l’incidente che ha sancito la fine anticipata della 49esima edizione del rally bresciano per antonomasia, sia una tragedia da imputare al caso, ad un guasto meccanico, ad un’imprudenza del pilota o ad una dello spettatore, che potrebbe essersi ritrovato nel punto sbagliato al momento sbagliato contribuendo così alla tragedia della quale ha pagato il prezzo più alto. Dopo il suo sequestro, la Skoda Fabia in gara con il numero 42 sarà analizzata da esperti. L’obiettivo è stabilire il suo stato di efficienza ed individuare eventuali guasti. Per avere delle risposte ci vorrà del tempo.

L'auto dell'incidente - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
L'auto dell'incidente - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it

Le indagini non si affideranno solo a consulenze tecniche. Per la ricostruzione dei fatti la procura fa conto anche sulle testimonianze. Da capire in particolare la posizione di De Pasquale lungo il tracciato. Gli inquirenti devono stabilire dove si trovasse esattamente, se fosse in un punto in cui poteva stare, anche dopo la fine della prova speciale. Importanti saranno senza dubbio le parole della moglie del 63enne, presente con lui nel momento in cui la Skoda è uscita di strada. Ma non solo le sue. Sarebbero infatti diverse le persone che hanno assistito al drammatico incidente e che potrebbero dare un contributo alla ricostruzione della sua dinamica.

Al momento nel registro degli indagati risulta iscritto solo Alessandro Zorzi, il pilota della Skoda Fabia. Un atto dovuto per consentirgli di nominare consulenti e di partecipare con il proprio legale agli atti irripetibili. Non c’è il copilota, anche perché l’incidente è avvenuto dopo il transito della vettura sul traguardo della prova speciale «Pertiche»; non ci sono i responsabili della scuderia Erreeffe e nemmeno quelli dell’organizzazione della corsa. Gli inquirenti non hanno elementi per ritenere che possano aver avuto un ruolo nella concatenazione degli eventi sfociata nel dramma.

Il cordoglio

La salma di Francesco De Pasquale è composta alla camera mortuaria dell’ospedale Civile di Brescia. Caselle Torinese, la cittadina nella quale il 63enne viveva, ed il mondo dei rally attendono la data dei funerali. De Pasquale, Franco per tutti, era un’istituzione del motorismo sportivo. Non aveva mai partecipato ad una gara, ma non ne perdeva una da anni. Con la sua inseparabile macchina fotografica era a margine dei tracciati da una vita. Una presenza entusiasta e qualificata, che i protagonisti del rallismo apprezzavano e non dimenticheranno.

Al loro cordoglio si è unita la Valsabbia. «Sei arrivato nella nostra valle per seguire una passione. Oggi ti salutiamo con profondo dolore. Riposa in pace. Da Casto, con profondo cordoglio» si legge sulla targa in legno deposta nel punto in cui De Pasquale è stato investito poco prima delle 15 di sabato pomeriggio.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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