Un atto dovuto, una garanzia anche per lo stesso pilota Alessandro Zorzi, al momento l’unica persona iscritta nel registro degli indagati. La Procura di Brescia infatti ha aperto un fascicolo per omicidio colposo, dopo la tragedia che si è consumata ieri pomeriggio, sabato 5 settembre, tra Casto e Bione al termine della stata gara speciale del Rally 1000 Miglia, dove ha perso la vita lo spettatore di 63 anni Francesco De Pasquale.
Gli accertamenti
A indagare sul caso sono gli agenti della Polizia stradale di Salò, intervenuti il prima possibile sul luogo del terribile incidente. Dopo aver effettuato i rilievi sulla strada e aver sottoposto il pilota agli esami tossicologici, ora gli inquirenti ascolteranno i testimoni presenti al traguardo della prova.
Tra cui la moglie della vittima, che in quell’istante si trovava a pochi metri dal marito. I poliziotti, infatti, devono ancora capire se l’uomo si trovasse esattamente nell’area riservata agli spettatori o si fosse avvicinato troppo per scattare qualche foto alle auto.
La salma del 63enne torinese, invece, si trova ancora a disposizione dell’autorità giudiziaria all’obitorio del Civile, dove saranno eseguiti degli esami per capire meglio quali siano state le lesioni che hanno provocato il decesso.
Sotto shock
Oltre alla moglie e agli amici di De Pasquale, sotto shock anche il pilota e il navigatore Fabio Berisonzi, che a quanto risulta dai primi accertamenti non avrebbero potuto far nulla per evitare lo spettatore, dopo aver perso il controllo della Skoda Fabia, in gara con il numero 42.



