Cronaca

Tarlo asiatico, censimento a Paratico per salvare gli alberi sopravvissuti

Dopo l’abbattimento di oltre cento piante si fa il punto sulla salute del verde pubblico
Flavio Archetti
Sono ottantaquattro le specie sul territorio - © www.giornaledibrescia.it
Sono ottantaquattro le specie sul territorio - © www.giornaledibrescia.it

Paratico è l’unico paese Bresciano nel quale lo scorso anno i tecnici regionali hanno trovato la presenza del tarlo asiatico, un insetto che dissecca gli alberi. Le altre aree lombarde sono Trescore Balneario, Ghisalba, Treviolo e Grumello del Monte.

I numeri

Tra la primavera e l’autunno del 2025 il patrimonio pubblico arboreo paraticese si è ridotto di circa 120 piante, alcune belle e di grandi dimensioni: oltre 60 in centro storico, principalmente aceri e un pioppo alto 25 metri al parco dell’Oselanda, e altre 60 al Vanzago, soprattutto aceri saccarini e pioppi.

Visto il brutto colpo, oggi il patrimonio arboreo paraticese è monitorato con attenzione e tre mesi fa l’Amministrazione comunale ha commissionato all’agronomo Luigi Alberti un censimento delle piante presenti su suolo pubblico, con l’obiettivo di conoscerne le condizioni nel dettaglio.

Il censimento

Qualche giorno fa la relazione è stata completata e depositata all’ufficio tecnico municipale. Le piante pubbliche sono ancora 615 (a cui vanno aggiunti circa 350 ulivi) di 84 specie e le più maestose non sono tutte morte: si concentrano principalmente nella zona tra il parco dei taxodi (questi censiti solo in minima parte ma si sa che sono 150) e la stazione ferroviaria turistica.

È in quell’area, quindi, che la presenza vegetale è più imponente e vistosa, contando sull’albero più alto di tutti, un pioppo di 31 metri, e su cinque cedri dell’Himalaya di grandi dimensioni, con un’età compresa tra i 70 e gli 80 anni, al momento però ridotti dalle potature e – come spiegato dall’agronomo Alberti – «bisognosi a breve di un nuovo controllo per la presenza di lesioni sia nelle radici che nella chioma».

L’altro gruppo si trova al cimitero dove vivono una cinquantina di cipressi, alcuni dei quali ormai secolari. Delle 84 specie totali, le più rappresentate sono 12: cipressi, mirabolani, peri da fiore, carpini bianchi, lecci, ciliegi da fiore, storaci americani, bagolari, tigli, cipressi calvi, pioppi neri e pini domestici. Queste 12 tipologie concentrano 327 esemplari e il 53% del totale arboreo. Il quadro fisiologico evidenzia una prevalenza di esemplari in piena giovinezza mentre altri 100 hanno un’età che va dall’inizio della maturità alla maturità. Tra gli altri 20 sono considerati ancora giovanissimi, due sono vecchi e quattro sono in senescenza, bisognosi di essere tolti.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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