Un armadio come un museo. Che contiene documenti inediti di un pezzo di storia della città. Come il foglio ingiallito dal tempo, scritto a macchina. «In questo momento arriva in Piazza della Loggia il Presidente della Repubblica Italiana, Sen. Giovanni Leone, preceduto da due corazzieri con una corona di alloro» si legge nelle prime righe di quello che è il programma dei funerali delle vittime di Piazza della Loggia.
Ad averlo ritrovato nello studio del nonno è Micol Castrezzati, la nipote di Franco Castrezzati, il sindacalista della Cisl, morto a 99 anni lo scorso ottobre, che stava intervenendo davanti alla piazza piena durante la manifestazione sindacale del 28 maggio quando esplose l’ordigno. Quel discorso – in originale – è stato riportato alla luce in occasione del 50esimo di Piazza Loggia, ma i documenti conservati nel tempo da Castrezzati e oggi nelle mani dei familiari più stretti, sono molti di più. E alcuni rimandano al 31 maggio 1974 quando Brescia si ferma per i funerali di sei delle otto vittime della Strage.
I funerali di 52 anni fa
È il giorno dell’addio a Giulietta Banzi Bazoli, Livia Bottardi Milani, Euplo Natali, Bartolomeo Talenti, Alberto Trebeschi e Clementina Calzari Trebeschi. Le esequie di Luigi Pinto saranno invece celebrate il 3 giugno e quelle di Vittorio Zambarda il 16 giugno. Il 31 maggio di 52 anni a Brescia sei bare sono esposte sotto il portico di Palazzo Loggia. Sul lato opposto rispetto a dove tre giorni prima era scoppiata la bomba.

Ci sono i vertici delle istituzioni locali e nazionale a partire dal Capo dello Stato Leone che – come si legge dal programma della giornata – «si reca sul luogo del barbaro eccidio per deporvi un cuscino di fiori» in una giornata ad alta tensione, con ogni momento dei funerali pianificato ore prima sull’asse Brescia-Roma attraverso comunicazioni istituzionali. Su quei fogli conservati per oltre mezzo secolo ci sono le correzioni a penna di Franco Castrezzati. Così come sulle tre pagine dell’intervento che il 31 maggio 1974 il sindacalista pronuncia al termine dei funerali dopo che tre giorni prima era stato costretto a fermarsi per l’esplosione della bomba posizionata in un cestino.
Il discorso di Castrezzati
«Mi è difficile prendere la parola in questa piazza dove il mio discorso, nella manifestazione antifascista di martedì, venne tragicamente interrotto dalla violenza omicida dei fascisti» dice Franco Castrezzati leggendo le tre pagine oggi ritrovate dalla nipote. «La scena di orrore di quel giorno è davanti ai miei occhi insieme allo sdegno e la rabbia di una folla che aveva immediatamente avvertito la sfida che i fascisti intendevano lanciare, col loro gesto criminale, alle istituzioni democratiche, ai lavoratori.

Una sfida vile, concepita freddamente, col proposito di seminare, con la morte, il terrore, l’intimidazione e la rassegnazione. Ma questo disegno – le parole di Castrezzati – è stato sconfitto dalla reazione unitaria testimoniata dalla presenza popolare sul luogo della strage in tutti questi giorni, dalle assemblee di fabbrica dei lavoratori bresciani, dalle grandi masse popolari su tutte le piazze di Italia, chiamate a raccolta dai sindacati, dai partiti, che hanno portato alla unanime condanna ed al definitivo isolamento nella coscienza civile del terrorismo eversivo, dei suoi complici, dei suoi mandanti».
Il sindacalista, davanti alle bare delle prime sei vittime della strage di Piazza della Loggia, in quel 31 maggio 1974 manda anche un messaggio ai giovani: «La scuola, la nostra scuola così duramente colpita nella strage di martedì, che ha mietuto in questa piazza quattro giovani insegnanti, certo fra i più impegnati nella lotta per la sua riforma e la sua reale democratizzazione, la scuola deve divenire capace di formare i giovani ai principi della costituzione repubblicana, antifascista, fondata sul lavoro».
Poi, tra un’aggiunta e l’altra a mano, la chiusura nella terza pagina di intervento: «Nella manifestazione di martedì avrei voluto ricordare i nomi di tanti martiri della Resistenza bresciana pensando – dice il sindacalista Cisl in Piazza Loggia – che a quelle vite spezzate non se ne dovessero mai più aggiungere altre. La strage infame di martedì ha invece tragicamente aggiunto i nomi di: Giulietta Banzi in Bazoli, Alberto e Clementina Trebeschi, Livia Bottardi, Euplo Natali, Bartolomeo Talenti».



