Si è concluso nei tempi stabiliti l’intervento di sghiaiamento alla foce del fiume Oglio, tra Pisogne e Costa Volpino. Nella mattinata di ieri gli assessori regionali Giorgio Maione e Paolo Franco hanno effettuato un sopralluogo tecnico, guidati dal presidente e dal vice dall’Autorità di bacino lacuale, Alessio Rinaldi e Silvano Fusari, con l’impresa Bettoni 4.0 di Azzone, aggiudicataria dell’appalto, per verificare l’esito dei lavori e il rispetto delle prescrizioni autorizzative.
Tempistiche
Il cantiere era stato avviato nei mesi scorsi per rimuovere il materiale accumulato negli anni davanti alla località Pizzo. Ghiaia, sabbia e sassi avevano formato un ampio deposito alla foce, con effetti negativi sia sul deflusso dell’Oglio nel lago sia sulla navigazione. In alcune fasi di magra l’accumulo era visibile anche dall’alto, presentandosi come una piccola isoletta di circa un ettaro.
L’intervento ha consentito di asportare 10mila metri cubi di materiale, attraverso il ripristino e l’utilizzo della draga e di un sistema galleggiante di vagliatura. Il materiale estratto è stato separato e poi recuperato dall’impresa. Le operazioni, affidate dall’Autorità di bacino dopo un’apposita procedura, sono state monitorate nel corso dell’esecuzione.

La visita di ieri è servita a fare il punto su un’attività che mancava da oltre dodici anni. In passato l’escavazione era stata molto più regolare, poi la manutenzione si era interrotta e il conoide di deiezione dell’Oglio ha progressivamente ostruito il naturale percorso dell’acqua verso il lago.
Una situazione che, in caso di piena, aveva causato criticità nelle aree più esposte, come in località Pizzo. La Regione ha autorizzato per il 2026 un ulteriore prelievo di 10mila metri cubi, ma per proseguire in futuro servirà un quadro tecnico più strutturato.
Prospettive
Il passaggio decisivo sarà il piano di gestione dei sedimenti della foce dell’Oglio: uno studio specialistico dovrà quantificare gli apporti del fiume, stabilire quanto materiale possa essere rimosso senza alterare l’equilibrio e definire una manutenzione ordinaria sostenibile.
È proprio questo il tema del dopo-cantiere: l’obiettivo non è più intervenire in emergenza, ma costruire una programmazione, capace di comprendere sicurezza idraulica, tutela ambientale, navigazione e gestione del lago. I due assessori hanno sottolineato come, anche in questo caso, «Regione Lombardia dimostri di saper fare sistema con i Comuni e l’autorità di bacino per risolvere i problemi dei territori spondali».



