Economia

Incubo siccità per l’agricoltura: l’acqua basta solo fino a metà luglio

La Regione Lombardia certifica la situazione eccezionalmente critica dei bacini lombardi. Le situazioni peggiori si registrano per il Sebino e l’Eridio
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Crisi idrica, risorse fino al 15 luglio

L’acqua c’è, ma è sempre meno. E per l’agricoltura lombarda la partita si misura in giorni. La situazione delle risorse idriche è «oggettivamente critica», ha certificato Regione Lombardia al termine del Tavolo sulla siccità convocato questopomeriggio a Palazzo Lombardia. Non siamo ai livelli del 2022, quando il deficit superava il 60%, ma la fotografia resta preoccupante: oggi le riserve sono del 36% sotto la media, con i bacini di Ticino, Adda, Oglio e Brembo oltre il 40%. Meno in affanno il sistema Garda-Mincio, fermo a meno 20%.

Iseo e Idro in grave difficoltà

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Laghi di Iseo e Idro sempre più bassi: scatta l'allarme

Il nodo, per il Bresciano, è soprattutto quello dei laghi più piccoli. Iseo e Idro hanno già mostrato segnali pesanti di sofferenza, dopo un giugno caldissimo e con gli apporti nevosi esauriti. «La situazione del lago d’Iseo è quella prevista da tempo», ha spiegato Diego Balduzzi, del Consorzio di bonifica Oglio Mella, prima della riunione regionale.

Gli apporti della neve sono terminati dalla metà di giugno e, con gli attuali deflussi e l’acqua che arriva dal bacino camuno, le disponibilità garantiscono tra i 13 e i 20 giorni di autonomia. Le stime più realistiche guardano ai quindici giorni: non oltre la seconda decade di luglio.

«Si tratta – ha spiegato l’assessore regionale Sertori – di una evoluzione purtroppo attesa, legata ad una stagione invernale con poca neve, già sciolta a causa delle alte temperature, e una primavera con poca acqua».

Il caldo

A rendere il quadro ancora più fragile è il caldo. Con temperature così alte, l’evapotraspirazione delle colture arriva a circa sette millimetri al giorno: le piogge cadute in pianura bastano per un solo giorno di fabbisogno dei campi. E la stagione irrigua è tutt’altro che finita.

Nella pianura bresciana, dove la doppia coltivazione è diffusa, l’acqua servirà fino alla fine di agosto, in alcuni casi anche nei primi giorni di settembre. Per questo la Regione ha confermato la linea della prudenza: ridurre le erogazioni a valle dei grandi laghi. La portata è già stata abbassata al 75% e, se i livelli dovessero raggiungere lo zero idrometrico, potrà scendere ancora, fino al 60%.

L’obiettivo

Quello dichiarato dagli assessori Massimo Sertori e Alessandro Beduschi è mettere in sicurezza almeno il primo raccolto e sostenere l’irrigazione fino alla terza settimana di luglio. In questa direzione vanno gli accordi con le principali società idroelettriche che gestiscono i serbatoi alpini, chiamate a sostenere il lago di Como, il lago d’Iseo e i prelievi irrigui da Brembo e Serio. È in corso anche l’intesa con la Provincia autonoma di Trento per aiutare il lago d’Idro attraverso i serbatoi dell’Alto Chiese.

Sul tavolo anche una delibera che arriverà in giunta lunedì per aggiornare le procedure di eventuale deroga al deflusso minimo vitale o ecologico: per ora non dovrebbe servire, ma la Regione vuole farsi trovare pronta. Saranno intensificati anche i controlli dei Carabinieri Forestali contro gli attingimenti abusivi. Il prossimo confronto è fissato per il 16 luglio.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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