Tre fine settimana per chiudere, idealmente, un anno di celebrazioni per i primi 150 anni di vita di una delle istituzioni rovatesi: la scuola d’arti e mestieri Francesco Ricchino. Una storia iniziata nel lontano 1876 con la fondazione dell’allora «Scuola di disegno», primo passo concreto di un percorso partito ancora prima, nel 1864, con la «Società operaia industriale e agricola di Rovato», nata con l’obiettivo di dotare la capitale della Franciacorta di «un polo didattico superiore, contribuendo all’elevazione culturale e al miglioramento delle attività imprenditoriali future dei giovani in loco».
Celebrazione
Per continuare a far vivere l’identità artigiana, la Ricchino apre le proprie porte a partire da oggi alle 15 alle 18. La sede di via Spalenza 27, l’ex orfanotrofio della Fondazione Cossandi, ospita visite guidate ai tanti laboratori dell’istituto: scultura d’argilla, pietra, metallo, legno, moda e arte. L’obiettivo dichiarato dal presidente, Gianpietro Costa, è quello di «far vedere a tutti le mani all’opera, respirare creatività e scoprire tutto il mondo delle arti e dei mestieri, che trovano ancora oggi nella Ricchino un punto di riferimento. Si può venire solamente per curiosare, sperimentare e lasciarsi ispirare, perché il talento non si insegna soltanto; si scopre, si coltiva e si trasforma».

Dopo l’appuntamento di oggi, altri due momenti sono già stati fissati per sabato 19 e sabato 26 settembre, sempre dalle 15 alle 18. Oltre a visitare i laboratori, si potranno conoscere i tantissimi corsi dell’anno scolastico in partenza a ottobre. Agli storici capisaldi della Ricchino – ferro battuto, falegnameria, disegno e pittura, scultura, restauro, tecnica orafa, orologeria, mosaico, sartoria, tappezzeria, lavorazione del marmo, sbalzo su rame, fotografia, fumetto e tanto altro ancora - si aggiunge, quest’anno, una proposta più che originale: «Costruisci il tuo violino».
Un percorso, aggiunge ancora il presidente Costa, «affidato al maestro Gioele Grippa, alla scoperta di uno degli strumenti più iconici, per apprendere tutte le fasi necessarie alla sua realizzazione, ma anche i segreti del suo fascino e della sua eccezionale potenza».
Il tutto mentre docenti e allievi continuano il percorso di allestimento del museo «Città di Rovato», in fase di preparazione all’interno della Cittadella della cultura, sorta sulle ceneri dell’ex cinema di corso Bonomelli. La speranza è che si possa arrivare al taglio del nastro il prossimo 4 novembre, data in cui la capitale della Franciacorta celebra il proprio patrono, San Carlo Borromeo.



