Il progetto del santuario delle Fontanelle finisce al Consiglio di stato. Il circolo Legambiente di Montichiari, insieme al Comitato Bene Comune Tutela Colline Moreniche e ad alcuni residenti, ha infatti presentato ricorso contro la sentenza del Tar, che in aprile aveva respinto la loro richiesta di annullare la variante al Pgt del Comune e la variante semplificata provinciale relative al «Progetto speciale Fontanelle», ossia i documenti che ammettono la possibilità di modifiche all’area del santuario, nel segno del potenziamento ricettivo voluto dalla Fondazione Rosa Mistica.
Per la salvaguardia
La conferma del ricorso giunge dallo stesso circolo monteclarense di Legambiente, presieduto da Laura Zaniboni, che evidenzia le ragioni di salvaguardia ambientale: «Come abbiamo sostenuto nell’appello, enfatizzando l’unicità localizzativa del santuario, il Tar finisce per ritenere che il vincolo imposto dalla presenza del santuario Rosa Mistica permetta di derogare alle disposizioni poste a tutela del suolo, della biodiversità e dei valori paesistico ambientali dalla legge regionale 12/2005, dal Piano territoriale di coordinamento provinciale, dal Piano territoriale regionale, dal decreto legislativo 152/2006 e dalla Direttiva 2001/42/CE. L’area oggetto di variante è classificata nel Piano territoriale della Provincia come ambito agricolo strategico: si tratta di aree inedificate preziose non solo per gli usi agricoli, ma per le molteplici funzioni ecosistemiche».

Il ricorso
Il ricorso in appello mira anche ad affermare un principio generale: «Le varianti su suolo agricolo - affermano da Legambiente - non devono fruire di deroghe o procedure semplificate, ma devono seguire l’iter ordinario, garantendo una valutazione ambientale strategica completa, l’esame delle possibili alternative e la partecipazione delle amministrazioni competenti, dei cittadini e dei portatori di interesse».
Le conseguenze
Ma, in sostanza, quali conseguenze avrebbe la variante non annullata dal Tar? «Rende ora possibile alla Fondazione Rosa Mistica presentare alla Giunta comunale il piano attuativo, dando avvio a una trasformazione che potrebbe consentire di costruire edifici fino a 10,50 metri di altezza, attrezzature religiose e culturali, residenze di servizio, parcheggi all’interno dell’area individuata di 82.980 metri quadrati», dice Legambiente, chiedendo al Consiglio di Stato di riesaminare la legittimità della scelta, ritenendo «necessario trovare soluzioni meno impattanti, così da riqualificare il santuario tenendo fede all’enciclica Laudato si’».

Valorizzazione
Tornando alla sentenza del Tar contestata, ricordiamo che il tribunale aveva respinto il ricorso sostenendo che le finalità del «Progetto speciale Fontanelle» fossero la valorizzazione di un luogo di culto attraverso la realizzazione di un parcheggio e strutture a supporto che per essere funzionali a fedeli e visitatori devono trovarsi per forza nelle immediate vicinanze e non altrove; aveva inoltre affermato che, in generale, il Pgt comunale non tradisce l’obiettivo di ridurre il consumo di suolo.
Anche il Comune, di recente, ha incaricato i legali per resistere al ricorso al Consiglio di Stato di Legambiente: «Il Tar, sul caso specifico, ha già affermato la bontà del nostro lavoro», commenta il sindaco Marco Togni.



