Cronaca

San Camillo, ufficiale il passaggio a Fondazione Poliambulanza

Il caso nasce dalla crisi economica in cui versa la Congregazione religiosa proprietaria della struttura
La casa di cura San Camillo - © www.giornaledibrescia.it
La casa di cura San Camillo - © www.giornaledibrescia.it

Nuovo passo avanti nel caso San Camillo. Ieri, lunedì, è stato firmato l’esame congiunto per il passaggio della casa di cura di via Turati a Fondazione Poliambulanza.

«Inizia così l'iter formale – osservano i sindacati presentiti, soddisfatti perché verrà garantita l’occupazione –. Da parte nostra confermiamo comunque massima vigilanza su carichi di lavoro e diritti».

Il caso – ricordiamo – nasce dalla crisi economica in cui versa la Congregazione religiosa proprietaria della struttura che a Brescia rappresenta uno storico punto di riferimento e conta un centinaio di dipendenti e circa 120 posti letto, solo in parte utilizzati.

La firma del verbale

Nel dettaglio, con la firma del verbale di esame congiunto ai sensi dell'art. 47 della Legge 428/90, si è dato ufficialmente inizio all'iter che porterà alla cessione del ramo d'azienda dall’Istituto Figlie di San Camillo alla Fondazione Poliambulanza.

L'operazione, come confermato dal procuratore Gino Gumirato alla presenza delle Madri Generali nazionale e provinciale del San Camillo, vedrà il suo assetto definitivo (closing) nel mese di luglio, per diventare poi effettiva a partire dal primo agosto.

Le presenze

All'incontro, oltre ai vertici delle due strutture e alle rappresentanze della dirigenza medica e non medica, hanno partecipato i segretari provinciali e le delegazioni delle categorie del pubblico impiego: per Fp Cgil c’erano Nadia Lazzaroni (Segretaria Generale) e Claudia Bonometti (Funzionaria), per Fp Cisl Gianmarco Pollini (Segretario Generale) e Tatiana Vezzini (Segreteria). Per Uil Fpl Demetrio Barbagiovanni (Segreteria). Presenti anche i delegati e le rappresentanze sindacali della struttura cittadina.

I sindacati – attraverso una nota congiunta – fanno sapere che, come emerso durante l’incontro, l'operazione risponde all'esigenza di mantenere il presidio ospedaliero all’interno del perimetro della sanità no-profit di matrice cattolica. L'obiettivo è garantire il carisma per la cura dei malati, la continuità assistenziale e il mantenimento dei posti letto in città, considerati strategici anche per alleggerire la pressione sui ricoveri ordinari della sede principale di Poliambulanza.

Al centro

Al centro del confronto è stata posta la tutela del personale e delle condizioni di lavoro, elementi che impattano direttamente sulla qualità delle cure offerte. Tutti gli interventi delle sigle sindacali si sono concentrati sulla richiesta di massime garanzie per il futuro delle lavoratrici e dei lavoratori, rimasti a lungo in una condizione di forte incertezza.

«Il nostro obiettivo prioritario era ed è definire un perimetro chiaro di tutele», spiegano i segretari Lazzaroni, Pollini e Barbagiovanni. «Il passaggio avverrà nel pieno rispetto delle norme sulla cessione di ramo d'azienda, garantendo la continuità occupazionale e la totale salvaguardia dei livelli economici e normativi di tutto il personale coinvolto. Con questa dichiarazione congiunta si mette finalmente la parola fine a mesi di indiscrezioni e chiacchiere, restituendo una prospettiva concreta e una serenità futura a tutti i lavoratori della struttura».

L’accordo

L'accordo prevede l’avvio di una prima fase in cui la direzione di Poliambulanza si impegna a conoscere e ascoltare il personale, evitando stravolgimenti traumatici.
Resta tuttavia alta, da parte di Cgil, Cisl e Uil, l’attenzione sui carichi di lavoro legati alla futura riapertura dei posti letto attualmente chiusi e sulla necessità di una progressiva armonizzazione contrattuale con l'integrativo aziendale della Fondazione.

Le segreterie di Fp Cgil, Fp Cisl e Uil Fpl confermano che seguiranno passo dopo passo ogni fase della transizione del San Camillo, mantenendo un tavolo di confronto permanente con Fondazione Poliambulanza.

«Saremo fisicamente e politicamente accanto a ogni lavoratrice e lavoratore per assicurare che questo passaggio si traduca in un reale rilancio della struttura e nella piena valorizzazione di chi ci lavora».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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