Salute e benessere

Crisi del San Camillo, Poliambulanza a un passo dall’acquisizione

Le bocche restano cucite, ma le trattative per la cessione della Casa di cura – di proprietà dell’Istituto religioso in crisi economica – sarebbero a buon punto
Le trattative per la vendita del San Camillo sono in corso da mesi
Le trattative per la vendita del San Camillo sono in corso da mesi

Le bocche restano cucite: non ci sono conferme, ma nemmeno smentite. Le voci, intanto, si diffondono e sono sempre più insistenti: la Poliambulanza sarebbe a un passo dall’acquisizione della Casa di cura San Camillo.

C’era da aspettarselo: a marzo don Marco Belladelli, coordinatore della Pontificia Commissione per le attività del settore sanitario delle persone giuridiche pubbliche della Chiesa, durante un incontro in Poliambulanza alla presenza del vescovo Pierantonio Tremolada, aveva riferito un impegno inequivocabile: «Per mantenere il San Camillo nel perimetro della sanità cattolica metteremo in campo tutto ciò che è necessario: ogni sforzo utile, senza esitazioni».

La volontà, dunque, sembra esserci. Resta ora da capire se i contatti e le trattative delle ultime settimane porteranno davvero a un accordo capace di modificare gli assetti della sanità bresciana.

Silenzio

Per ora nemmeno i sindacati sanno nulla. La procedura prevede che vengano informati almeno un paio di settimane prima di formalizzare l’accordo.

Il caso, ricordiamo, nasce dalla crisi economico-finanziaria dell’Istituto religioso delle Figlie di San Camillo, che detiene la proprietà della Casa di cura di via Turati e di altre strutture socio-sanitarie sparse in tutta Italia, tra le quali c’è anche l’ospedale di Trento, il cui immobile è stato venduto lo scorso anno alla Provincia autonoma. Da mesi si parla della possibilità che anche la Casa di cura di Brescia venga ceduta.

Le trattative in una prima fase avrebbero coinvolto più realtà, poi a giocarsela sarebbero stati l’Humanitas di Rozzano (privato con logica profit e accreditato al Ssn) e la Poliambulanza (privato non profit che i bresciani conoscono). Ora non resta che attendere se sarà davvero l’ospedale di via Bissolati a comprare il San Camillo, realtà operativa in quella sede dagli anni Cinquanta e da sempre molto cara ai bresciani.

«Se così fosse non possiamo che essere contenti – commenta Tatiana Vezzini, Cisp Fp – : la Poliambulanza è una realtà bresciana, a ispirazione cattolica, solida e affidabile. Per ora non sappiamo nulla della trattativa, ma rimaniamo in attesa».

Posti letto

Il San Camillo dispone di 120 posti letto, solo in parte utilizzati. La Poliambulanza ne conta oltre seicento, a fronte di un pronto soccorso da ottantottomila accessi l’anno. Presente in via Bissolati da quasi trent’anni, nel 2010 ha acquisito la gestione dell’ospedale Sant’Orsola Fatebenefratelli di via Vittorio Emanuele II, assorbendone il personale.

Ora, come si vede all’ingresso, sta completando la nuova torre. A Rivoltella costruirà nuovi spazi per diagnosi e ambulatori nella Cittadella della Salute «Laudato Si’». E in città sembra stia acquistando la Casa di cura San Camillo. Non resta che attendere conferme o smentite.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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