Dopo mesi di trattative, indiscrezioni e passaggi burocratici, per la Casa di cura San Camillo si apre una nuova fase. Da martedì primo settembre Fondazione Poliambulanza subentrerà all’Istituto religioso delle Figlie di San Camillo, al termine di una procedura d’acquisto che ha coinvolto anche le organizzazioni sindacali.
I dipendenti
A rassicurare sul futuro dei lavoratori era stato già in agosto il presidente Mario Taccolini, in una lettera pubblicata sul nostro giornale: «Tutti i dipendenti del San Camillo saranno assunti da Fondazione Poliambulanza e le loro competenze professionali saranno adeguatamente e pienamente valorizzate». Si tratta di circa 120 persone, soprattutto infermieri e personale amministrativo.
La storica Casa di cura, operativa in quella sede dagli anni Cinquanta, avrà anche un nuovo nome: diventerà «Fondazione Poliambulanza - Casa di cura San Camillo». Almeno all’inizio, però, per pazienti e personale cambierà poco e le attività dovrebbero proseguire regolarmente. Il primo segnale concreto arriverà in ottobre, con la riapertura del centro prelievi di via Turati. Graduale sarà l’integrazione dell’offerta tra le due sedi. E il futuro potrebbe portare altre novità: per gli spazi appena acquisiti si starebbe lavorando a un progetto in ambito sanitario e sociosanitario.
Trattativa lunga e complessa
Il passaggio di proprietà affonda le radici in una vicenda che si trascina da mesi. All’origine c’è la crisi economico-finanziaria dell’Istituto religioso delle Figlie di San Camillo, proprietario di diverse strutture sociosanitarie in Italia. La dismissione è cominciata nel dicembre 2025: il primo immobile a essere ceduto è stato l’ospedale di Trento, passato alla Provincia autonoma. Ora tocca alla Casa di cura bresciana, accreditata per 120 posti letto.

La trattativa è stata lunga e complessa. In una prima fase avrebbe coinvolto più soggetti, poi la partita si sarebbe ristretta all’Humanitas di Rozzano, gruppo privato profit accreditato al Servizio sanitario nazionale, e a Fondazione Poliambulanza, realtà privata non profit di ispirazione cattolica, come il San Camillo.
Sguardo al futuro
Per la struttura diretta da Marcellino Valerio è un passaggio significativo, a quasi trent’anni dall’inaugurazione della sede di via Bissolati e a sedici dall’acquisizione della gestione del Sant’Orsola, nel cuore della città. E arriva in una fase particolarmente intensa. In autunno è atteso il taglio del nastro della nuova Radioterapia, mentre proseguono i lavori per la torre accanto all’ingresso e sta per aprirsi il cantiere dei nuovi spazi destinati a diagnosi e ambulatori nella Cittadella della Salute «Laudato Si’» di Rivoltella.
Le suore
Intanto, nella Casa di cura restano ancora alcune suore della Congregazione di San Camillo, presenza storica della struttura. Domani, domenica 30 agosto, alle 9 in via Turati il vescovo di Brescia monsignor Pierantonio Tremolada celebrerà una messa per salutarle. Nelle prossime settimane lasceranno la Casa di cura, segnando simbolicamente la fine di una lunga stagione. Al momento non è ancora nota la loro nuova destinazione.




