Iter e tempistiche serrati per riaprire il MuSa per la stagione 2027. La novità è rappresentata dal fatto che proprio in queste ore si è proceduto all’appalto dei lavori: un intervento da 800mila euro per l’adeguamento del museo civico salodiano, reso necessario dalla scadenza decennale della certificazione antincendio.
Le opere
Le opere programmate sono state annunciate ieri, non senza un risvolto polemico: «La necessità di questi lavori era nota da tempo, ma non erano stati programmati né avviati da chi ci ha preceduto», ha detto l’assessore ai lavori pubblici Tommaso Cigognetti. Sono previsti il potenziamento della resistenza antincendio di muri e soffitti, l’aggiornamento dei materiali alle più recenti normative e la manutenzione degli impianti. «Cogliamo inoltre l’occasione – ha detto il sindaco Francesco Cagnini – per operare anche nella direzione di restituire a Salò ambienti rinnovati, rifunzionalizzati e rispondenti alle moderne esigenze museali».
Tra l’altro è prevista la riconfigurazione degli spazi già a partire dall’ingresso e dalla biglietteria, oltre a una distribuzione parzialmente modificata delle collezioni permanenti. Si ripenserà inoltre l’allestimento degli spazi per le mostre temporanee, riaprendo le arcate finestrate con vista sul chiostro interno (oggi oscurate da pellicole e tendaggi) e rimuovendo pannellature e moquette che nascondono pareti e pavimenti, ripristinando lo stato originario degli ambienti, caratterizzati da finiture in marmorino e marmo biancone lucido e opaco. Il chiostro, di cui sarà ripristinato l’accesso diretto dalle sale, tornerà a ospitare piante, aiuole e sedute, destinate ad accogliere cittadini e turisti indipendentemente dalla visita alle mostre.

I numeri
L’annuncio dei lavori ha offerto a Stefano Zane, presidente della Fondazione Opera Pia Carità Laicale, ente gestore del MuSa, l’occasione per tracciare un bilancio della stagione, chiusa anticipatamente il 4 ottobre per la scadenza dei certificati antincendio: «Sei mostre, 18.588 visitatori nei 210 giorni di apertura intercorsi dal primo gennaio al 4 ottobre e una quota del 32% di ingressi da parte di stranieri, arrivati in prevalenza da Germania (33%), Regno Unito (18%), Francia (10%), Olanda (5%) e Usa (4%)».
La flessione dei visitatori rispetto al 2025 (quando erano stati 30.933) è imputabile al caldo eccezionale di quest’anno, «che nei mesi estivi – dice Zane – ha comportato un calo generalizzato del 30% in tutti i musei». L’offerta didattica ha coinvolto 2.650 studenti di 100 classi, accompagnati da 266 docenti; 26 le partnership siglate. Il direttore Paolo Boifava ha infine fornito qualche anticipazione sulle mostre del 2027: la principale sarà dedicata alla pittura floreale d’area francese nella prima metà del XIX secolo e richiamerà a Salò oltre cinquanta tele, con alcuni prestiti internazionali.



