ArteGarda

MuSa di Salò, 2025 da record con oltre 30mila visitatori

Dopo il successo dell’ultimo anno, il museo annuncia la programmazione del 2026. Tante le novità: dai dipinti, ai reperti fotografici agli abiti d’epoca
  • Alcune opere esposte al MuSa
    Alcune opere esposte al MuSa - Foto Ufficio stampa MuSa
  • Alcune opere esposte al MuSa
    Alcune opere esposte al MuSa - Foto Ufficio stampa MuSa
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    Alcune opere esposte al MuSa - Foto Ufficio stampa MuSa
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    Alcune opere esposte al MuSa - Foto Ufficio stampa MuSa
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Belle Époque, romanticismo, bellezze del Garda ed evoluzione del turismo. Sono questi alcuni dei temi delle opere esposte al MuSa, il museo di Salò. Dopo il boom di visitatori nel 2025, il museo annuncia il palinsesto del nuovo anno. 

Le novità

Dopo un 2025 con numeri da record, dove l’affluenza ha raggiunto oltre 30mila visitatori in un anno (30.933 dall’1 gennaio al 31 dicembre 2025, con un incremento del 78%), il MuSa annuncia la programmazione del 2026. Diverse le novità: dalle opere sul tema dello scioglimento dei ghiacciai, alla mostra «Tourist! Il fascino del viaggio sul Garda tra Romanticismo e Belle Époque» dedicata all’evoluzione del turismo fino alle fotografie di Alinari, Lotze e Negri.

Ma non solo: per i 600 anni dalla fondazione della Magnifica Patria la storia torna protagonista di una serie di appuntamenti culturali e esposizioni. Mentre il dialogo tra nuove generazioni di artisti e maestri del ‘900 è il file rouge delle mostre allestite nella sezione della Civica Raccolta del Disegno di Salò.

Valorizzare la cultura

«Dopo un 2025 con numeri da record, il Mu.Sa e Salò rilanciano per il 2026 con una proposta culturale fatta di grandi mostre e progetti di ampio respiro che coinvolgeranno la città per tutto l'anno, come nel caso delle celebrazioni per i 600 anni della Magnifica Patria» commentano il sindaco Francesco Cagnini e l’assessore alla cultura Alberto Comini.

«L'investimento sul fronte della cultura – continuano i due –  rientra pienamente nel progetto di valorizzazione a tutto tondo della nostra comunità, del suo ruolo comprensoriale e di rilevanza turistica».

Il palinsesto

Ecco quando saranno esposte le mostre del 2026:

  • «The last days. Il ghiacciaio dell’Adamello nelle fotografie di Michele Gusmeri» (dal 21 febbraio al 12 aprile 2026)

La mostra fotografica è realizzata in collaborazione con la sezione di Brescia del Club Alpino Italiano e documenta lo scioglimento del ghiacciaio dell’Adamello. Il racconto visivo raccoglie oltre 30 scatti realizzati dal fotografo Michele Gusmeri.

  • «Marta Goglio. Coreografie del contenere a cura di Anna Lisa Ghirardi» (dal 21 febbraio al 30 maggio 2026)

La mostra è il capitolo inaugurale del progetto «Passo a due. Nuove Generazioni in dialogo con la Civica Raccolta del Disegno di Salò»: un'iniziativa che stabilisce un confronto tra le opere della raccolta salodiana e gli artisti delle ultime generazioni.

Un dialogo intergenerazionale che mette a confronto 11 disegni realizzati da Marta Goglio con altre opere da lei selezionate dall'archivio della Civica Raccolta del Disegno (Enrico Baj, Vasco Bendini, Maurizio Bottarelli, Laura De Bernardi, Giuliano Guatta, Giusi Lazzari, Concetto Pozzati, Antonio Sanfilippo, Antonio Stagnoli, Bepi Romagnoni, Franco Sarnari).

  • «1426 – 2026 Seicento anni di fedeltà» (dal 29 marzo al 4 ottobre 2026)

Salò e la Magnifica Patria in un viaggio immersivo a cura di Federica Bolpagni (conservatrice MuSa) Enrico Valseriati (Università degli Studi di Padova) e Giovanni Pelizzari (Ateneo di Salò). Negli ambienti espositivi del MuSa, una sala immersiva accompagnerà i visitatori in un viaggio nella storia di Salò e dei comuni che aderirono alla Magnifica Patria: la federazione autonoma che per secoli costituì un unicum nel panorama politico della Repubblica di Venezia.

Attraverso un videoracconto il pubblico scoprirà così lo sviluppo dell’industria cartaria – una delle più fiorenti dell’Italia settentrionale – e l’affermazione delle arti figurative, con la presenza di maestri come Romanino, attivo nelle chiese e nei palazzi locali, e di figure emblematiche come Gasparo da Salò, celebre liutaio e virtuoso, tra gli inventori del violino.

Completa il progetto un calendario di conferenze tematiche affidate a storici, studiosi e divulgatori, che affronteranno temi connessi alla storia, all’arte, alla musica.

  • «La Magnifica Patria nei documenti dell’archivio storico di Salò» (dal 29 marzo al 28 giugno 2026)

A cura di Federica Bolpagni (conservatrice MuSa) e Giuseppe Piotti (archivista Asaar), la mostra dossier presenterà una selezione di documenti, mappe e materiali storici riferiti alla Magnifica Patria, provenienti dall’archivio storico.

  • «Tourist! Il fascino del viaggio sul Garda tra Romanticismo e Belle Époque» (dal 26 aprile al 4 ottobre 2026)

 Il progetto espositivo ripercorre la nascita e l’evoluzione del turismo sul lago di Garda tra XIX e XX secolo, dalle prime esplorazioni romantiche fino all’affermarsi della villeggiatura aristocratica e borghese. Attraverso oltre 100 dipinti, manifesti, guide illustrate, abiti d’epoca e un ampio repertorio fotografico l’esposizione documenta un secolo di trasformazioni del paesaggio.

La mostra è a cura di Paolo Boifava (Direttore MuSa) e Maria Paola Pasini (Università Cattolica del Sacro Cuore) con la collaborazione di Attilio Brilli.

  • «Ben Ormenese. Lo spazio immobile del divenire» (dal 6 giugno al 4 ottobre 2026)

L’esposizione antologica di Ben Ormenese (1930-2013), con opere su carta e cartone, dalla metà degli anni Sessanta sino all’ultima stagione creativa, evidenzia come l’autore sia stato uno tra i maggiori interpreti di quel grande versante «oggettuale» dell’arte contemporanea che, da Lucio Fontana, giunge sino ai nostri giorni.

La collezione è a cura di Anna Lisa Ghirardi (conservatrice Civica Raccolta del Disegno di Salò) e Leonardo Conti.

Fino all’8 febbraio

Nel frattempo, fino all’8 febbraio, c’è ancora tempo per visitare la mostra: «L’ultimo inverno 1943 – 1945 Dalla Resistenza alla Liberazione» in collaborazione con l’archivio storico della resistenza bresciana e dell'età contemporanea dell’Università Cattolica di Brescia.

L’opera narra i momenti salienti della resistenza partigiana nel territorio del lago di Garda, in Valsabbia e nelle valli bresciane attraverso oltre 100 fotografie d’epoca, stampe e documenti, molte dei quali esposti per la prima volta.

Sempre fino all’8 febbraio rimarrà allestita anche «Lucia Pescador. Album 900 e furti d’archivio», a cura di Anna Lisa Ghirardi ed Elisabetta Longari. L’opera è  dedicata a una delle protagoniste del panorama artistico contemporaneo, di cui ripercorre quarant’anni di attività attraverso una selezione di 45 opere su carta, molte inedite, realizzate dagli Ottanta ai giorni nostri.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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