Il botto è riecheggiato fragoroso in tutto il golfo. L’ordigno bellico ritrovato ieri, lunedì 17 agosto, sulla riva, lungo via Tavine, è stato fatto brillare sul posto dagli artificieri del Genio. Era ancora carico e potenzialmente pericoloso: per gli specialisti era poco sicuro rimuoverlo e trasportarlo altrove. Così, questa mattina, martedì 18 agosto, alle 11.47, l’ordigno è stato fatto brillare sulla battigia dove era stato trovato, forse portato a riva dal moto ondoso, forse da un sub o da un bagnante.
A notarlo è stato un passante, che ha chiamato i carabinieri. Sono quindi intervenuti gli artificieri dell’Esercito del 10° Reggimento Genio Guastatori di Cremona.
Le operazioni

Gli esperti hanno facilmente identificato il reperto: una granata d’artiglieria da 87 millimetri risalente alla Prima Guerra mondiale. Un proiettile ancora carico, benché arrugginito e incrostato dopo tanti anni trascorsi in acqua. Da qui la decisione di farlo brillare in loco, evitando rischiosi spostamenti. Durante le operazioni di brillamento i carabinieri hanno delimitato l’area e tenuto lontani i curiosi.
Per qualche minuto è stata chiusa al traffico anche via Tavine. Presenti, per il supporto sanitario, i volontari della Croce Rossa Italiana. Il presidio delle acque è stato invece garantito dalla Guardia Costiera, che ha interdetto alla navigazione lo specchio di lago antistante la zona del ritrovamento. Non è stato necessario sgomberare spiagge o aree balneari: la granata è stata trovata tra i sassi di un tratto di costa posto sotto il muro di contenimento di via Tavine e del parcheggio del cimitero. Non una vera e propria spiaggia, dunque, ma una stretta fascia di battigia, priva di accesso da terra. A mezzogiorno le operazioni erano terminate.
I precedenti
Non è raro che dal Garda riaffiorino ordigni bellici. Nel lago ce ne sono un’infinità: granate, bombe d’aereo, bombe a mano e proiettili.
Durante la Prima e la Seconda Guerra mondiale, nelle acque del Garda è finito di tutto. In passato si sono registrati anche ritrovamenti clamorosi: nel 1976 a Manerba furono ripescate più di 200 granate; le acque di Toscolano ne restituirono 300 nel 1983; tra Desenzano e Rivoltella, nel 1991, furono recuperate 400 bombe a mano e centinaia di proiettili. Nel 2000, a Sirmione, vennero invece ritrovate una settantina di bombe d’aereo da 13 chili ciascuna e alcune bombe da mortaio da 80 millimetri. L’ultimo risaliva al 27 giugno, quando al Porto Torchio di Manerba fu trovata una bomba a mano tedesca della Seconda Guerra mondiale.



