Un ordigno è stato rinvenuto nelle acque del lago a Salò, nella zona di via Tavine, di fronte all’ingresso del parcheggio situato davanti al cimitero. La presenza del reperto bellico è stata segnalata ai Carabinieri, che hanno interessato le autorità competenti per le verifiche del caso. Secondo una prima analisi, si tratterebbe di una granata d’artiglieria risalente alla Prima guerra mondiale, ma la natura dell’ordigno dovrà essere accertata dagli specialisti.
L’intervento degli artificieri del Genio di Cremona, previsto per domani mattina, martedì 18 agosto, servirà a esaminare l’ordigno e a procedere, se necessario, alla sua messa in sicurezza e alla rimozione. Non si esclude, infatti, che nonostante i tanti anni trascorsi in acqua il reperto possa essere ancora potenzialmente pericoloso.
La zona delimitata
In attesa dell’intervento degli specialisti, la zona è stata delimitata. Si tratta comunque di un tratto di costa poco frequentato: non è una vera e propria spiaggia, ma una stretta fascia di poco più di un metro di battigia, situata sotto il muro di contenimento della strada e del parcheggio e, peraltro, priva di un vero e proprio accesso.
Precedenti
Non è il primo ritrovamento del genere in questa zona. Il 23 dicembre 2014 gli artificieri, affiancati dal Nucleo Sdai della Marina, avevano recuperato e fatto brillare una bomba a mano rinvenuta sul fondale antistante la spiaggia di via Tavine, notata da alcuni sub durante un’immersione.
Tra i ritrovamenti più recenti si ricorda invece quello di tre granate d’artiglieria da 140 millimetri di calibro, di fabbricazione inglese e risalenti alla Seconda guerra mondiale, rinvenute nel gennaio 2025 davanti alla spiaggia tra il Prà de la Fam e il porto di Tignale. Le tre granate furono recuperate e fatte brillare in una cava.
Non solo nel lago: nel maggio di quest’anno, sulle colline tra Salò e Roè Volciano, nella zona in cui sorgeva una polveriera militare della Prima guerra mondiale, bombardata nel 1944, erano state trovate e fatte brillare due bombe a mano. Altre bombe a mano erano state trovate il 5 agosto 2019 a San Felice del Benaco, nei pressi dell’Isola del Garda, mentre un altro ritrovamento risale a tempi ancora più recenti: lo scorso 27 giugno, al Porto Torchio di Manerba del Garda.



