Cronaca

Rudiano, la nuova sede della Protezione civile è inutilizzabile: il caso

Lo stabile non è mai stato inaugurato a causa di difetti costruttivi che bloccano l’opera costata 1,15 milioni di euro. E in paese non c’è nemmeno un gruppo di Protezione civile
Alessandra Portesani
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Le infiltrazioni nella nuova sede della Protezione civile di Rudiano

«Operazione verità: il dossier di via Grumelli»: è questo il titolo della raccolta di documenti con cui la Giunta comunale di Rudiano ha deciso di ricostruire una delle vicende più delicate degli ultimi anni, ossia quella della nuova sede della Protezione Civile i cui lavori sono terminato lo scorso anno, ma mai entrata in funzione a causa di gravi problemi di umidità e muffe emersi pochi mesi dopo la conclusione dei lavori.

La vicenda

La ricostruzione di tutta la vicenda è stata presentata ieri sera in Consiglio comunale attraverso un fascicolo che ha ripercorso tutte le tappe dell’intervento: dal progetto iniziale fino all’accordo transattivo raggiunto nelle scorse settimane con l’impresa esecutrice. Un’intesa che rappresenta la svolta della vicenda: sarà infatti la stessa ditta a sostenere integralmente i costi delle opere di risanamento, senza alcun onere aggiuntivo per il Comune.

L’edificio di via Grumelli, voluto dalla precedente Amministrazione comunale, era stato consegnato all’attuale Giunta proprio lo scorso anno. Tuttavia, durante l’estate del 2025 l’immobile ha iniziato a manifestare criticità tali da impedirne l’utilizzo. «Le verifiche effettuate all’interno della struttura – precisa il sindaco Andrea Gallina – hanno evidenziato acqua nel vespaio aerato, muffe lungo gran parte delle pareti interne, degrado del cartongesso e dei materiali isolanti, oltre a livelli elevati di umidità in numerosi ambienti. Una situazione che ha reso necessario un approfondimento tecnico». I danni sono emersi dopo le intense precipitazioni dell’estate 2025.

Rudiano, le infiltrazioni nella nuova sede della Protezione civile
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Rudiano, le infiltrazioni nella nuova sede della Protezione civile

Proprio per accertarne l’origine, la Giunta ha affidato un incarico per una perizia tecnica indipendente. «La relazione – continua il primo cittadino in Consiglio – individua le cause del degrado in una serie di criticità esecutive. Secondo il nostro consulente, le piogge straordinarie dello scorso anno hanno rappresentato soltanto il fattore scatenante, mentre l’origine del problema sarebbe riconducibile alle modalità di realizzazione dell’opera, con infiltrazioni favorite dall’assenza di adeguate sigillature».

L’accordo

Ricevuta la perizia, l’Amministrazione ha deciso di evitare un lungo contenzioso civile scegliendo la strada della trattativa. Nel giugno 2026 è stato quindi sottoscritto un accordo transattivo con l’impresa costruttrice, che si è impegnata a eseguire a proprie cure e spese tutti gli interventi necessari al completo recupero dell’edificio. I lavori di ripristino sono già iniziati e dovrebbero concludersi entro dicembre. «Su questo tema abbiamo mantenuto per due anni il massimo riserbo, era ed è una situazione delicatissima – ha concluso Gallina –. Abbiamo deciso di raccontare questa annosa vicenda dal principio perché non volevamo che venisse strumentalizzata, ma che fosse conosciuta nella sua interezza e con tutti gli elementi a disposizione».

L’Amministrazione ha proiettato, in un’aula gremita e nello sconcerto generale, fotografie e video delle condizioni critiche dello stabile.

Gli altri problemi

«Risolto il problema tecnico – continua Gallina – capiremo poi come possiamo risolvere anche quello legato alla funzionalità della struttura dato che Rudiano non ha mai avuto e attualmente non ha un gruppo di Protezione civile né tantomeno la Protezione civile del Parco Oglio nord vuole trasferirsi qui».

Un problema non da poco, che preoccupa. Simona Moletta, capogruppo di minoranza della civica «Per Rudiano», si dice scioccata: «Quello che è emerso è una cosa gravissima. Io ci voglio vedere chiaro. Anche la cronistoria fatta con dati alla mano è sconvolgente». «Le cattedrali nel deserto non servono a nulla è un esempio concreto è l’edificio di via Grumello – questo invece l’intervento del capogruppo d’opposizione Pietro Vavassori di «SìAmo Rudiano» fatto prima di abbandonare l’aula –. Chiediamo, oltre a un sopralluogo anche la convocazione urgente di una commissione ad hoc per discutere della delicata questione. Oltre ai problemi strutturali si deve anche capire se verrà mai usata. La Regione, se non possiamo utilizzare questa sede per la destinazione d’uso per la quale è stata creata, potrebbe dirci di restituire i contributi che ci ha concesso. C’è molta preoccupazione, sono sconcertato dopo aver visto lo stato attuale di un’opera nuova costata alla comunità 1.150.000 euro».

Tensioni

Vavassori ha lasciato il proprio scranno dopo aver chiesto alla capogruppo di minoranza Sara Oliari, ex vicesindaca della precedente Amministrazione comunale, di ritirare la propria interrogazione presentata proprio sulla questione dello stabile in via Grumelli. «Dopo aver sentito le svariate irregolarità rilevate sull’opera oggetto della tua interrogazione – ha tuonato Vavassori andandosene – ti invito a ritirare l’atto del tuo gruppo, superato dallo stato disastroso in cui versa l’edificio da voi voluto». 

Oliari («Cittadini al centro») ha ritenuto opportuno continuare e ha parlato di «un attacco politico alla Giunta di cui noi attuali consiglieri facevamo parte». Oliari ha anche precisato che «casualmente questo dossier viene presentato proprio quando noi depositiamo un’interrogazione sulla sede della Protezione civile».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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