Cronaca

Rischio valanghe: «Le insidie sono neve ventata e strati deboli»

I consigli degli istruttori del Soccorso Alpino Guardia di Finanza di Edolo in questi giorni in cui si sono registrate due slavine, nella zona del Presena e a Bagolino
Paolo Bertoli

Paolo Bertoli

Giornalista

Soccorritori al lavoro nella zona in cui è scesa una valanga © www.giornaledibrescia.it
Soccorritori al lavoro nella zona in cui è scesa una valanga © www.giornaledibrescia.it

Le condizioni meteo di questo periodo, con le prime grosse precipitazioni nevose in quota, hanno creato «delle condizioni particolari e da considerare e affrontare con attenzione – spiega Nicolò Boffelli, appuntato del Soccorso Alpino della Guardia di Finanza di Edolo e istruttore alla scuola Alpina del Corpo – con strati deboli e persistenti e neve ventata».

Condizioni che provocano l’innalzamento del rischio valanghe e che «devono essere monitorate con attenzione, oltre alla preparazione fisica e tecnica di ciascuna delle persone. Per organizzare una escursione sulla neve è fondamentale disporre di notizie aggiornate sulle precipitazioni, sul vento e sulle temperature.

Arpa Lombardia diffonde un utilissimo bollettino che evidenzia il grado di pericolo, in una scala da uno a cinque e anche con i colori, e le quote critiche. In questo periodo, sui versanti esposti a nord e in quota, per via della combinazione di diversi fattori, tra cui le brine di profondità, il pericolo valanghe è molto alto. Bisogna conoscere i settori che non devono essere sollecitati».

Cosa avere

Oltre alla pianificazione «decisivo avere, ed essere addestrati ad usare, il kit per l’autosoccorso formato da Artva, pala e sonda. Il primo è un dispositivo che segnala la posizione e non può essere disgiunto dagli altri due». Per l’istruttore però «avere questi strumenti e saperli usare anche in situazioni di forte stress è "l’extrema ratio". Bisogna fare di tutto per non trovarsi in situazioni di pericolo».

Una posizione sui cui insiste anche il maresciallo capo Massimo Vezzoli, comandante della stazione Sagf di Edolo: «Se ci si trova a dover usare i dispositivi significa che la pianificazione ha fallito.  Chi organizza una escursione, soprattutto per un gruppo, deve tenere conto delle condizioni di tutti e della preparazione di ciascuno. Un conto è trovarsi in difficoltà con due persone esperte, un altro è mettere in pericolo familiari e amici che non sono competenti in situazioni di emergenza in alta montagna».

Vezzoli spiega che «nel caso in cui si sia nei pressi di una valanga la cosa migliore da fare è rientrare seguendo a ritroso il percorso già fatto, assolutamente mai proseguire. Nel caso in cui ci si trovi sul piano di scivolamento invece la prima mossa è allertare il 112, immediatamente. In caso di intervento dei soccorsi nei primi 15-18 minuti infatti la curva di sopravvivenza è molto alta se non ci sono altri traumi provocati dal peso della neve». 

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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