I rischi in montagna d’inverno: Cnsas e Cai spiegano come comportarsi
Una giornata nazionale di sensibilizzazione per approcciarsi in maniera sicura agli ambienti montani: è stato questo ieri l’obiettivo in Maniva, portato avanti dal gruppo locale Cnsas (il corpo nazionale soccorso alpino e speleologico), in collaborazione con il Cai nazionale in occasione di «Sicuri in montagna d’inverno».
I rischi in montagna d’inverno
Dalle 8.30 alle 14 un gruppo di tecnici è stato presente in zona Dasdana con uno stand informativo situato sulla strada, con opuscoli, attrezzi dimostrativi e consigli da dispensare a coloro che, di passaggio sugli sci o sulle ciaspole, si dimostravano interessati. «I rischi maggiori in questo periodo sono il ghiaccio, le valanghe, e le conseguenze legate all’ipotermia e alle giornate molto corte – ha spiegato Michele Pedroli, tecnico del soccorso alpino della V bresciana –, che richiedono un’attenta valutazione dell’itinerario prima di iniziare a spostarsi. Al momento la neve sul nostro territorio è poca, quindi il problema maggiore è il ghiaccio, che rende insidiosi anche sentieri semplici da percorrere durante il resto dell’anno. Attenzione quindi alle ore di luce: consigliamo di avere sempre con sé una pila frontale carica, mentre per chi fa sci d’alpinismo è fondamentale avere anche pala, sonda e Artva (apparecchio ricerca travolti valanga) e soprattutto saperli usare. Cercate di divertirvi in montagna, ma di frequentarla con coscienza».
Alle 10 e alle 12 si è poi svolta poco distante dallo stand anche una dimostrazione pratica di autosoccorso in caso di valanga: con pala, sonda e Artva i partecipanti hanno provato a recuperare due manichini nascosti sotto un cumulo di neve, agendo in gruppo sotto la guida dei tecnici. «L’organismo resiste sotto la neve per circa 18\20 minuti – hanno spiegato -, che possono essere di più in caso si venga a creare una bolla d’aria, o di meno, chiaramente, se nella neve sono presenti rocce o alberi che possono colpire le persone travolte. Per questo è importantissimo sapere come praticare l’autosoccorso: spesso i mezzi impiegano decisamente più di venti minuti a raggiungere la zona dove si è verificato l’incidente. La rapidità di intervento può davvero salvare la vita».
Riproduzione riservata © Giornale di Brescia
Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato
@News in 5 minuti
A sera il riassunto della giornata: i fatti principali, le novità per restare aggiornati.
