Dalla Pinacoteca dell’età evolutiva Aldo Cibaldi di Rezzato a Montecitorio. La Fondazione Pinac è arrivata a Roma, su invito del deputato Fabrizio Benzoni, per presentare la mostra annuale «A modo mio. Stare bene non è uguale per tutti».
Da tutto il mondo
«La Pinac è un museo che anch’io, pur essendo del territorio, ho conosciuto per caso – ha spiegato Benzoni – ci tengo a raccontarlo perché parla di cultura e di infanzia attraverso una raccolta di oltre 8.300 disegni provenienti da tutto il mondo. È inoltre la dimostrazione che la cultura non si fa soltanto nei grandi centri: pur tra molte difficoltà, con coraggio e lungimiranza, anche in un piccolo comune si può svolgere un lavoro straordinario. Per questo la Pinac va sostenuta, aiutandola a fare sistema e a creare reti, utilizzando arte e cultura come strumenti per parlare di diritti e aprirsi ad altre culture».

Alla conferenza stampa hanno partecipato il sindaco di Rezzato Luca Reboldi, l’assessore alla Cultura Anna Bertolino, il presidente della Fondazione Roberto Vornoli e la curatrice museale Camilla Gualina.
Il sindaco ha sottolineato l’importanza dell’iniziativa, «che, seppure simbolica, testimonia lo sforzo del cda e dell’amministrazione per far conoscere la Pinac: una realtà che da oltre 50 anni raccoglie e diffonde l’espressività infantile mondiale, portandola oltre i confini del territorio».
Anche l’assessore Bertolino ha posto l’accento sulle numerose collaborazioni grazie alle quali la Pinac riesce a «creare una rete di civiltà». Vornoli si è invece soffermato sulle difficoltà economiche legate alla realizzazione dei progetti educativi e sulla necessità di ampliare la rete di sostegno alla Fondazione. A Gualina è spettato il compito di presentare l’attività della Pinac e la mostra, già illustrata mercoledì a Brescia, nella sede della Fondazione Asm, che sostiene il progetto. All’incontro era presente anche la vicepresidente del cda Valentina Stefani. «È una mostra che ci ha permesso di creare legami anche con Paesi molto lontani, come Uruguay, Hong Kong e Sudan – ha spiegato Gualina – e di mantenere vivo il nostro patrimonio in un contesto sociale che cambia velocemente».
Cinque sezioni
Al centro del progetto c’è una domanda semplice e insieme profonda: che cosa significa stare bene? Bambini e ragazzi hanno risposto attraverso il linguaggio delle immagini, raccontando la propria idea di serenità, protezione, gioia e cura. Da qui sono nate le cinque sezioni della mostra: «Riposo», la scelta più frequente, «Gioco», «Condivido», «Esploro la natura» e «Mi prendo cura». Cinque modi diversi di raccontare il benessere attraverso lo sguardo dei più giovani. La mostra sarà inaugurata oggi alle 15.30 nella sede della Pinac, in via Disciplina 8 a Rezzato.



